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10 cose che un CEO dovrebbe sapere sull'IoT

10 cose che un CEO dovrebbe sapere sull'IoT

L'Internet of Things (IoT), o Internet delle Cose, è una delle macrocategorie tecnologiche che rappresentano i pilastri della Digital Transformation. Quel percorso che, almeno sulla carta, dovrebbe poter portare qualsiasi impresa a ottimizzare i processi e a generare nuovo valore attraverso la dematerializzazione e soprattutto grazie all'intelligenza applicata al business e alla gestione del lavoro. L'IoT è spesso però visto come una disciplina a parte, qualcosa in un certo senso di separato rispetto a tecnologie che, per quanto avanzate, sono comunque contigue alle esperienze d'uso a cui ha abituato l'evoluzione dell'IT tradizionale.

Pensare invece a oggetti connessi che dialogano tra loro, autogestendosi e offrendo in totale autonomia servizi ai clienti e all'organizzazione evoca più la trama di un film di fantascienza che una normale giornata d'affari. Dunque è bene fare chiarezza su almeno 10 elementi che ogni CEO dovrebbe sapere sul cosiddetto Internet delle Cose, per fare luce su qualche ambiguità e soprattutto per comprendere le enormi opportunità per il business offerte da questa soluzione.

1. L'Internet of Things non è una piattaforma a sé stante, è una prosecuzione del business

Per quanto lo si veda come un di più, o come qualcosa di esterno all'organizzazione, il mondo degli oggetti connessi è in realtà un puro e semplice prolungamento delle attività che si svolgono in azienda. L'IoT non fa altro che mettere in relazione nuovi e vecchi ricettori del business, permettendo alle imprese di estendere lo sguardo oltre le mura aziendali, automatizzando processi a basso valore aggiunto e soprattutto semplificando la raccolta di dati e informazioni che, grazie ai protocolli standard, vengono immagazzinati in maniera strutturata.

2. Grazie al Cloud, l'implementazione delle soluzioni IoT è semplice

Due sono gli ostacoli che frenano di solito l'adozione di soluzioni IoT: il tema dei costi da sostenere per avviare e gestire le piattaforme e quello delle competenze. Sono sicuramente due elementi di cui tenere in conto, specialmenteIoT in cloud in relazione alle reali necessità (e capacità) dell'impresa di correre di pari passo con l'innovazione. Ma sono senz'altro due criticità mitigate dal fatto che oggi gli strumenti di gestione del parco oggetti connessi sono facilmente accessibili, grazie al Cloud. Non solo abilita modalità di fruizione flessibili e personalizzabili di piattaforme standard, ma permette anche di scalare con gradualità esigenze e obiettivi, aiutando le organizzazioni a crescere in maniera equilibrata mentre esplorano le opportunità dell'IoT.

 

3. L'IoT consente notevoli risparmi sia per la produzione sia soprattutto nel post vendita

Grazie ai sensori applicati agli oggetti e all'analisi dei dati generati dai macchinari o dai processi, è possibile disporre di una vista unitaria e dettagliata di tutte le fasi che contraddistinguono la produzione di beni e servizi, individuando con precisione falle, lacune o margini di miglioramento, in modo da ottimizzare l'intera filiera e conseguire nel breve termine sensibili risparmi. Ma questo è solo l'inizio: monitorando il ciclo di vita dei prodotti una volta usciti dallo stabilimento, è possibile sia comprendere come vengono utilizzati dai clienti, sia la loro effettiva usura, dando la possibilità alla Customer Care di intervenire prima ancora che si verifichi un problema, una rottura o un disservizio.

4. L'IoT può abilitare nuovi modelli di business basati sulla fornitura di servizi personalizzati

Dal punto precedente discende la possibilità di offrire ai clienti non più un semplice prodotto, inteso come oggetto ceduto in cambio di una contropartita economica, bensì un vero e proprio servizio costruito sull'utilizzo di quel prodotto, con tariffe, sconti e caratteristiche tarate sulle reali esigenze del cliente, identificate proprio attraverso l'analisi delle interazioni che l'utente ha con l'oggetto. Questo significa micro-segmentazione ed estrazione del massimo valore possibile per ogni unità messa in commercio.

5. L'analisi dei dati generati dalle interazioni tra gli oggetti evidenzia rischi e opportunità insiti in processi consolidati

La creazione di nuovi servizi e offerte e il confronto delle loro performance con quelle collegate a processi consolidati può dare una spinta straordinaria anche al business tradizionale, rivelando in quali direzioni può essere sviluppato e in quali aree, invece, rappresenta uno sforzo a cui non corrisponde un adeguato ritorno economico.

6. Attraverso lo Smart Building, l'IoT è lo strumento più efficace per tagliare i costi aziendali

L'installazione di sensori e l'attivazione di soluzioni smart per la gestione della climatizzazione, dell'illuminazione e delle postazioni di lavoro richiede un investimento iniziale non indifferente, oltre a un impegno progettuale che non tutte le imprese possono permettersi. Ma, una volta fatto il salto, la differenza si sente eccome: regolandosi sull'effettivo bisogno degli occupanti dell'edificio, il sistema orchestra tutte le risorse per minimizzare il consumo energetico. Il ROI è assicurato e rapido e i vantaggi non si verificano solo sul piano del conto economico, ma anche rispetto al benessere dei lavoratori.

 7. Il 5G rivoluzionerà completamente le comunicazioni, ma integrerà le attuali installazioni

I sistemi IoT non diverranno obsoleti con la naturale (e rapidissima) evoluzione delle infrastrutture di rete. Siamo alla vigilia della rivoluzione del 5G, che rappresenterà un salto quantico sia rispetto alla capacità di banda, sia rispetto alla latenza del segnale. Gli oggetti connessi con gli attuali sistemi di comunicazione verranno comunque integrati nella nuova architettura che, a differenza dei salti evolutivi del passato, non sostituirà la vecchia, ma la integrerà.

8. Inutile tergiversare: l'IoT diverrà indispensabile come è diventato indispensabile lo smartphone

Aspettare a muoversi ritenendo che l'Internet delle Cose sia solo una promessa o qualcosa di ancora molto lontano è un errore. Gli oggetti connessi sono destinati a diventare indispensabili, sul lavoro come nella vita privata, esattamente come lo sono diventati gli smartphone. Con la differenza che offriranno molte più applicazioni.

9. È sbagliato parlare al futuro, perché per molti versi l'IoT è una realtà già consolidata

Proprio per tutte queste ragioni (e perché ormai le applicazioni IoT sono ampiamente disponibili in commercio), quando si parla di oggetti connessi bisognerebbe usare il tempo presente. E forse allarmarsi un po' perché non si usa il passato quando si parla degli investimenti che servono ad adottarli.

10. Un motivo in più per non sottovalutare l'importanza della leadership

Come in ogni processo di cambiamento che si rispetti, tutto deve partire dall'alto. Se non c'è convinzione da parte del Top Management o, meglio ancora, dal CEO, sarà estremamente difficile portare l'intera organizzazione a sostenere una trasformazione del genere.

 

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