<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=150415092460129&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Visione

Offerta

Scenari

Tecnologie di Frontiera

Ruoli

Tilt

Blockchain e manufacturing: 4 applicazioni concrete

Blockchain e manufacturing: 4 applicazioni concrete

Nata come infrastruttura tecnologica per la gestione di una criptovaluta (Bitcoin), blockchain è diventata una vera e propria piattaforma per la trasformazione digitale estesa a diversi vertical, dal finance – che resta il suo ambito d’elezione  al settore energeticodall’healthcare alla produzione manifatturiera. Anche se di blockchain si sente parlare da anni, si può affermare che la sua implementazione nei processi di business – a prescindere dal settore – sia ancora agli albori: ciò nonostante, Gartner ritiene che il valore aggiunto di blockchain possa raggiungere nel 2025 i 176 miliardi di dollari a livello globale, per poi posizionarsi a 3.160 miliardi nel 2030. 

Tra i settori più promettenti c’è senza dubbio il manufacturing. Negli ultimi anni, infatti, l’industria ha compreso l’impatto dirompente che la blockchain, fondata su dinamiche di trasparenza e massima sicurezza, avrebbe potuto avere nei confronti dei suoi processi, che spesso sono estremamente articolati poiché coinvolgono, oltre alle operazioni interne, un’infinità di soggetti esterni che svolgono un ruolo fondamentale al fine di realizzare prodotti di qualità, rispettosi dei tempi e delle quantità fissate in sede di pianificazione. Non ci si stupisce quindi che il principale impiego di blockchain in ambito industriale sia, prima ancora che all’interno delle linee produttive, nel supply chain management, che tra rapporti con i fornitori, procurement e compliance p raggiungere un livello di complessità molto importante; in questo modo, esso è soggetto a svariate criticità tra cui uno scarso livello di tracciabilità e di controllo degli attori della filiera, processing ancora largamente manuale, rischi di contraffazioni e sicurezza perennemente sotto monitoraggioDi seguito, quattro casi d’uso di blockchain nel settore del manufacturing, tra ambiti ampiamente sperimentati e alcune ipotesi “pionieristiche” 

1. Supply Chain Management 

Come anticipato, il Supply Chain Management è l’ambito verso il quale si concentra larga parte dell’attenzione in materia di blockchain. Per i motivi di cui sopra: l’estrema complessità di alcune catene di distribuzione introduce nei processi una tale mole di variabili da mettere a rischio qualità, quantità e puntualità di produzione. Ancor più grave è il rischio che nelle maglie delle supply chain si annidino frodi, sprechi e abusi di diversa natura, smascherabili con un uso proattivo dei Data Analytics. Qui blockchain non si pone come una nuova tecnologia, bensì un modello, un paradigma che sostituisce schemi obsoleti di gestione centralizzata con un registro condiviso, sicuro e trasparente che è formalmente ‘in mano’ a tutti gli attori della filiera, che lo aggiornano ognuno per la parte di sua competenzaI manager della supply chain possono così contare su diversi vantaggi rispetto alla gestione tradizionale: intanto una visione molto più dettagliata e facilmente interpretabile di tutti i processi e le transazioni, ma soprattutto un quadro ‘sicuro’ per via dellresilienza della tecnologia blockchain e condiviso, cioè sostanzialmente senza un single point of failureUno schema di questo tipo, fondato su sicurezza e trasparenza, è in grado di intervenire con successo non solo sui processi che portano alla produzione, ma anche sulla distribuzione e sul tracking degli interventi di manutenzione, uno dei momenti fondamentali per valutare l’efficienza dei reparti interni e dei fornitori. 
 

2. Blockchain e IoT 

Al fine di massimizzare la propria efficienza, un contesto industriale moderno fa affidamento sui sensori e, soprattutto, sui dati che questi sono in grado di generare. Il rapporto tra blockchain e IoT è un altro dei grandi temi su cui aziende e ricercatori rivolgono la propria attenzionelo use case più comune consiste nell’impiego di blockchain per la comunicazione tra device, per l’autenticazione degli oggetti IoT e, soprattutto, per fare in modo che la registrazione e lo scambio di dati non sia soggetto ad alterazioni. Allargando il discorso, anche qui si può coinvolgere la supply chain: i dati provenienti dai sensori (di un fornitore, della logistica, del magazzino…) vengono ‘scritti’ direttamente nella blockchain, diventano immutabili e, se si verificano determinate condizioni, attivano azioni specifiche senza che nessuno debba farlo manualmente. Questa è la logica dei cosiddetti smart contract 

3. Blockchain per la compliance 

L’uso di blockchain in ambito produttivo può favorire il rispetto della normativa vigente, che in determinati settori come il food e il farmaceutico è particolarmente stringente. L’uso di blockchain da parte di tutti gli attori della filiera permette di accelerare i processi produttivi e distributivi, ma anche fornire immediatamente la prova – non modificabile né alterabile – della compliance normativa. Con l’ulteriore beneficio, qualora i dati siano messi a disposizione degli utenti finali, di aumentare la fiducia nei confronti del prodotto e del marchio.  

 

4. Stampa 3D per produzioni personalizzate 

La possibilità di realizzare piccole tirature custom in funzione delle esigenze di specifici clienti fa parte di quella agilità e flessibilità che si richiede al mondo industriale dell’era 4.0. Nonostante la strada da percorrere sia ancora lunga, da più parti si ipotizza la creazione di un network aperto basato su blockchain (permissionless) che racchiuda i fornitori di stampa additiva, che potrebbero essere “ingaggiati” rapidamente per la produzione di componenti o di interi prodotti custom su richiesta. Uno smart contract potrebbe provvedere immediatamente alla chiusura del contratto e al pagamento.  

New call-to-action

Iscriviti al Blog