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Bot e AI, due fantastici personal shopper per il tuo Natale

Bot e AI, due fantastici personal shopper per il tuo Natale

Anche quest’anno siamo arrivati al Natale e soprattutto siamo sopravvissuti alla corsa al regalo last second. Nella mente si sono accavallati decine di interrogativi più o meno gestibili: al classicissimo ‘cosa gli/le regalo?’ si è affiancato un pratico ‘dove lo trovo?’ e un più recente ‘mi arriverà in tempo?’, che ci ha turbato il sonno come tutte le volte che decidiamo di fare l’acquisto su un e-commerce a pochi giorni da Natale. Anche perché nella frenesia del periodo, tra lavori da chiudere e impegni personali, il tempo non si trova mai, non si riesce a concentrarsi e a essere lucidi di fronte a una scelta comunque importante: il regalo per una persona cara. E allora c’è un’unica soluzione: ci dobbiamo far consigliare.

Noi però parliamo di tecnologia, non di moda, stile e tendenze di bellezza. Quindi non suggeriamo di contattare l’amico fidato e di coinvolgerlo in un tour de force tra negozi affollati, ma di usare Bot e Intelligenza Artificiale. L’efficacia è garantita: il Bot risponde sempre, non si fa attendere ed è efficientissimo nel gestire il processo d’acquisto; forse non potrà garantire che il pacco venga recapitato entro il 25 dicembre, ma potrà stimarlo con una ragionevole percentuale di successo.

Bot, chi è costui e cosa può fare per noi?

Il Bot è una chat. Cioè, no, il Bot è il nostro interlocutore virtuale all’interno della chat. Quando facciamo un acquisto, noi chattiamo col Bot. In ambito di e-commerce, è come fosse il commesso del negozio: è preparato, zelante e instancabile. Lo si contatta con Telegram, Whatsapp, Facebook Messenger, WeChat e sistemi proprietari, lui ci serve immediatamente (non è accerchiato da 4 o 5 persone) e ci accompagna passo dopo passo verso la scelta del prodotto giusto in funzione delle nostre esigenze. Anzi, si può dire che il retail sia davvero uno dei migliori esempi di efficacia dei Bot.

I rivenditori dovrebbero prendere seriamente in considerazione la cosa. Per diversi motivi: l’interlocutore virtuale è preziosissimo per gestire il post-vendita, tra possibili resi, invio di fatture e assistenza di diverso tipo, posto che gli interventi da eseguire non siano in numero infinito. Il Bot può rispondere alle domande consultando le FAQ del sito, aggiornare costantemente il cliente sull’avanzamento dell’ordine, seguire la spedizione con il tracking oppure, sfruttando la geolocalizzazione, consigliare il cliente di rivolgersi a un centro assistenza o punto vendita nelle vicinanze.

Arriva l’Intelligenza Artificiale

Fin qui, però, il Bot è usato solo per fornire al cliente informazioni che sono ben scritte su un sito web (quello del retailer o del corriere): la chat sarà anche più rapida e immediata, ma è un po’ poco per chi dichiara di essere intriso di Intelligenza Artificiale. E allora arriva il secondo tipo di Bot, quello con cui intraprendere vere e proprie conversazioni alla ricerca del prodotto giusto, del suggerimento che ci faccia fare una gran figura con amici e parenti. Qui il concetto di AI incomincia a prendere forma: il Bot si insinua nel backend dell’e-commerce e inizia a studiare; impara i codici, le categorie, i prodotti, le varianti e via dicendo. Poi studia le preferenze del suo interlocutore: magari gli fa vedere un paio di foto di indumenti chiedendogli di scegliere il preferito, va a studiarsi lo storico degli acquisti per trovare indizi ricorrenti sui suoi gusti, oppure, se si tratta del regalo da fare a qualcun altro, fa alcune domande mirate sul destinatario.

Così si entra di diritto in quello che dall’altra parte dell’Atlantico chiamano conversational commerce, ovvero una modalità di gestione del rapporto commerciale fatta di interazione diretta tra due soggetti, uno umano e un Bot. A volte, se proprio non c’è modo di farsi venire un’idea, è anche sufficiente inserire una keyword e seguire una sorta di ‘processo di rifinitura’ gestito dal Bot, che vorrà sapere per chi è il regalo, qual è la nostra relazione con lui/lei, che età ha, qual è l’occasione, che budget abbiamo e via dicendo. Oppure ancora, e visto che in quest’ambito non c’è limite alla fantasia, ci sono Bot che ci chiedono di caricare la foto di una celebrità che amiamo per darci suggerimenti in linea con il suo gusto, per non parlare di quelli che vogliono vedere una nostra foto per suggerirci un nuovo taglio o colore di capelli.

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, il limite è davvero la fantasia: nonostante i risultati ottenuti siano brillanti, c’è da scommettere che i Bot ci aiuteranno sempre di più e arriveremo a breve a un livello di interazione sorprendente. Perché a ben vedere, gli esempi di cui sopra non sono che il punto di partenza per un processo di shopping virtuale sempre più rapido, diretto ed efficiente. Senza i problemi delle code, l’affollamento e la cronica assenza di idee. Soprattutto per questo, il Bot è (e sarà sempre di più) un toccasana.

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