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Bot e ottimizzazione delle risorse: la tecnologia che ti aiuta a fare business

Bot e ottimizzazione delle risorse: la tecnologia che ti aiuta a fare business

 

Perché, all’alba del 2019, tutte le aziende dovrebbero seriamente valutare l’impiego dei Bot nella propria organizzazione? La risposta è semplice: perché a prescindere da ciò che si fa, dalla dimensione e dalla complessità della struttura organizzativa, l’integrazione dei bot rende più efficiente tutti i processi.

Purtroppo non tutte le aziende l’hanno capito. I bot non sono soltanto quelli con cui prenotiamo un tavolo al ristorante o chiediamo un reso e neppure quelli che aiutano la nostra organizzazione con l’help desk interno ed esterno, ma tutte le interfacce tecnicamente evolute che permettono l’interazione tra un individuo in carne ed ossa e un’Intelligenza Artificiale. Il Bot è il tramite tra questi due soggetti: comprende le richieste del primo e traduce le risposte dell’AI in un linguaggio comprensibile a ognuno di noi.  

 

Dalla routine all’ottimizzazione delle risorse 

Il fatto che i bot siano stati impiegati soprattutto in operazioni di routine non deve far pensare che sia la loro unica ragion d’essere. Semplicemente, le aziende hanno visto un’opportunità e l’hanno colta al volo: con i bot hanno potuto liberare le risorse umane da task ripetitivi, indirizzandole su attività a valore aggiunto e questo dovrebbe essere più che sufficiente per spingere verso la digitalizzazione quelle organizzazioni che ancora non ci hanno pensato.  

In realtà, però, il bot può fare molto, molto di più: il bot può sovrintendere a tutti i processi aziendali, valutare le azioni, scovare le criticità, rimodellare l’impiego delle risorse per migliorare produttività ed efficienza. Quando parliamo di ottimizzazione delle risorse non dimentichiamo che il bot può diventare parte integrante della divisione risorse umane: un piano di ferie o di formazione possono essere tranquillamente ‘discussi’ con il bot (li chiamano HR Bots), anzi con lo stesso bot che gestisce tutte le candidature in ingresso effettuando fin da subito una prima scrematura in funzione delle esigenze dell’azienda. Anche questo è ottimizzare le risorse, dirottando quelle disponibili verso attività più strategiche e, nei limiti del possibile, creative.  

 

AI+ bot: per applicazioni veramente intelligenti 

In concreto, poi, ogni azienda può impiegare l’accoppiata AI + bot ai propri scopi che, come anticipato, vanno ben al di là delle normali operazioni di routine. Qualcuno, per esempio, potrebbe mettere l’AI a capo di workflow complessi, permettendole di ottimizzare i flussi, le azioni e le risorse disponibili: infatti, l’AI può identificare facilmente inefficienze e criticità, valutare gli impatti, esaminare i dati e proporre correzioni in tempo reale, scaricando il personale dell’azienda da infinite valutazioni e processi decisionali, a volte farraginosi. Ma è chiaro che qui non c’è nessun limite alle possibilità operative: a seconda dell’attività dell’azienda, qualcuno potrebbe usare i bot per la gestione del customer care, altri per la sicurezza delle strutture, altri ancora per fornire consigli ai clienti, esaminare immagini in tempo reale e via dicendo.  

Ciò che conta non è tanto lo scopo per cui i bot vengono usati, ma la loro versatilità: non esiste una sola azienda al mondo o un’attività che non possa ricevere beneficio dall’integrazione degli assistenti ‘smart’ nel suo processo di business. Tutto sta a identificare l’ambito preciso in cui integrarlo e definire gli obiettivi: dopo di che basterà misurare i risultati, che arriveranno in tempi rapidi.

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Topics: bot

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