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Cognitive Services, la nuova sfera magica per la tua azienda

Cognitive Services, la nuova sfera magica per la tua azienda

Come tenere il passo dell'innovazione a cui sembrano ormai “condannati” tutti i business? Nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi concorrenti, nuovi scenari competitivi. La trasformazione che sta coinvolgendo ciascun settore, e che trova nelle tecnologie digitali la sua causa e il suo primario ambito di sviluppo, non ammette temporeggiamenti. A volte, però, è difficile riuscire a orientarsi tra le tante opportunità e, soprattutto, diventa sempre più complesso prevedere trend promettenti e potenziali minacce. Forse non è chiaro a tutti ma, più che all'esterno, le minacce sono insite nell'organizzazione: al di là delle resistenze al cambiamento e dell'inadeguatezza degli approcci troppo tradizionali al mercato, il problema principale sta nella difficoltà di visualizzare i fenomeni che sottendono ai successi e agli insuccessi dell'impresa. In altre parole, quali sono le scelte, gli elementi, gli input che permettono all'azienda di compiere la propria missione e raggiungere i propri obiettivi, di business ed economici. Come tutti ben sanno, nonostante se ne favoleggi da sempre, la sfera di cristallo non è ancora stata inventata. Esistono però i servizi Cognitive che, per certi versi, sono una valida alternativa alla magia.

Si parte dagli analytics: attraverso l'ingestione di grandi quantità di dati, incrociati con statistiche e analizzati fino a ottenere insight capaci di circoscrivere e descrivere sinteticamente un fenomeno, le aziende oggi sono ad affrontare il dilemma della scarsa visibilità dell'efficacia e dell'efficienza di processi, iniziative e strategie. Ma questo è solo l'inizio e costituisce un approccio retroattivo, un'analisi su quanto già fatto, buona al massimo per correggere errori già commessi. È la materia prima necessaria a forgiare la sfera di cristallo. Per poterci guardare dentro, bisogna applicare una forma di intelligenza che amministri e accresca il patrimonio informativo con valutazioni e, per l'appunto, previsioni.

È qui che entra in gioco il Cognitive: gli algoritmi alla base delle piattaforme cognitive sono studiati per correlare i dati, agganciare cause ed effetti, contestualizzare lo status quo dell'azienda e proiettarlo in ipotetici scenari futuri, mettendo in evidenza in modo puntuale (e in tempo reale) le conseguenze di determinate strategie, scelte e cambi di rotta. La contestualizzazione avviene grazie alla capacità dei sistemi Cognitive di catturare gli input provenienti dal mondo esterno, aggregando dati strutturati e non (come per esempio quelli presenti sui social network, grazie anche all'analisi del sentiment attraverso la comprensione del linguaggio naturale usato dagli utenti, o persino di foto e video condivisi, il tutto opportunamente anonimizzato con profilazioni rispettose della privacy) in modelli unitari. Il software, infine, si occupa di semplificare le viste su scenari molto complessi, sfruttando grafiche e interfacce votate a una User Experience accessibile non solo agli addetti ai lavori (i Data Scientist) ma anche ai decisori di business che, con semplici gesti, possono esplorare, esplodere, approfondire e condividere con i colleghi gli insight.

Si scoprono così trend ed emergenze e si verifica il modo in cui le strategie o le singole iniziative possano interagire con i flussi di mercato, capendo come alterare le performance dei processi e i risultati economici in funzione di eventuali aggiustamenti. Questo significa non solo riuscire ad allocare con maggiore consapevolezza le risorse, ma anche individuare potenziali nuovi servizi e prodotti capaci di valorizzare gli investimenti già immobilizzati, aggiungendo sfumature differenzianti all'offerta e costruendo proposizioni sempre in linea con lo spirito del tempo.

Tutto ciò richiede naturalmente un'estrema flessibilità da parte dell'organizzazione. E anche su questo fronte le piattaforme cognitive sono in grado di fare la differenza: forniscono alert, notifiche o addirittura veri e propri suggerimenti per individuare e correggere criticità, evidenziare opportunità, mettere in luce pratiche consolidate che (nel medio e lungo termine) generano costi e inefficienze - che a occhio nudo, nel breve e brevissimo termine, sono letteralmente invisibili - . 

Un caso che ha fatto scuola è riconducibile al settore sanitario: in un ospedale americano il Management non riusciva a capire per quale motivo operazioni chirurgiche della medesima entità comportavano, a parità di personale, apparecchiature e strutture impiegati, costi in alcuni casi estremamente diversi, arrivando a pesare per le casse della struttura addirittura l'una il doppio dell'altra. Ci ha pensato la sfera magica a far luce sulla faccenda, che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta agli occhi di chiunque: alimentando una piattaforma Cognitive con tutti i dati relativi alle voci di costo di ciascuna operazione, si è scoperto che a far fluttuare così sensibilmente il conto finale era la dimensione, spesso variabile, delle vaschette di disinfettante dove vengono riposti gli strumenti chirurgici. Standardizzando i contenitori, dopo aver scelto proporzioni ottimali, i costi di tutte le operazioni sono drasticamente diminuiti. Un piccolo dettaglio che fa un'enorme differenza. E tutto grazie al Cognitive.

 

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