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Come blockchain agevola e abilita i processi finanziari delle imprese

Come blockchain agevola e abilita i processi finanziari delle imprese

Sono sempre di più le imprese che si interessano alla tecnologia blockchain. Nonostante il processo d’adozione sia agli albori, le grandi aziende sono già consapevoli delle potenzialità della tecnologia e stanno studiando diverse ipotesi di implementazione nei loro processi interni ed esterni. Ciò che differenzia blockchain da tecnologie con un ambito applicativo più specifico è proprio la sua versatilità: trattandosi di un database distribuito e sicuro di transazioni, gli ambiti applicativi nel macro sistema dei processi e delle funzioni aziendali sono diversi: produzione, supply chain, amministrazione, procurement, risorse umane e finance sono solo alcune delle aree in cui un distributed ledger (registro condiviso) potrebbe portare innovazione, efficienza e abbattere i costi facendo perno sulle sue caratteristiche peculiari. Non dimentichiamo, infatti, che a livello gestionale una blockchain è molto meno costosa di un database centralizzato tradizionale.

Blockchain nel finance: una nuova prospettiva per aziende e CFO

A differenza della blockchain impiegata dalle criptovalute, che è pubblica per definizione, quella usata dalle aziende è una ‘business blockchain’, il cui accesso è limitato a determinati soggetti accuratamente selezionati (clienti, fornitori, supply chain…). Che sia pubblica o privata, Blockchain si sostanzia comunque in un registro distribuito nel quale vengono riportate le transazioni tra i soggetti che appartengono alla medesima rete. Questo registro è contraddistinto dall’estrema sicurezza e dalla fiducia/consenso che tutti i membri della rete gli attribuiscono senza che tra di loro vi sia un soggetto garante della sua attendibilità: le transazioni (blocchi) del registro non sono alterabili né revocabili e questo, ripetiamo, a prescindere dall’assenza di un’autorità centrale.

In questo modo si inizia a intravedere il grande potenziale di blockchain in ambito aziendale, e in particolare nei processi finanziari. Più il processo è complicato, frammentario, passibile di errore, richiede un’attività estesa di verifica e prevede la partecipazione di diversi soggetti, più la blockchain diventa rivoluzionaria e disruptive, come si è soliti dire. Con queste premesse, gli attuali ambiti di impiego non coprono che una minima parte delle potenzialità di blockchain in ambito di attività finanziaria delle aziende: che si parli di gestione del cash flow e del ciclo di incassi, degli oneri finanziari, degli interessi, pianificazione del capitale circolante, validazione contabile di incassi e pagamenti, riconciliazioni, payroll, processi procure-to-pay, order-to-pay e transazioni infragruppo, la blockchain può essere integrata in tutti questi processi, li semplifica, abbatte la rigida separazione tra le divisioni e apre all’azienda le porte del futuro. Oltretutto, quella delle transazioni infragruppo rappresenta uno use case dei più interessanti, perché l’uso di un registro distribuito non si limita ad accelerare le transazioni tra le business unit, garantire l’attendibilità delle stesse e abbassare i costi, ma anche semplificare la redazione del bilancio consolidato.

A rendere il tutto ancor più affascinante aggiungiamo la possibile integrazione in blockchain dei cosiddetti smart contract, ovvero veri e propri contratti definiti dalle parti ma “trasposti” in codice informatico, di modo tale che la loro esecuzione sia automatica al soddisfacimento di certe condizioni come il pagamento di una somma da parte del cliente o l’esecuzione di un bonifico a un fornitore. Così ci rendiamo conto di quanto la blockchain, oltre a semplificare l’accesso a dati sicuri, possa automatizzare svariati processi che riguardino più divisioni della stessa azienda o un’infinità di soggetti esterni, fino a coinvolgere l’intera supply chain.

Infine, più è pervasivo l’impiego della blockchain nei processi finanziari di un’azienda, maggiore è la quantità di informazioni a disposizione del CFO: avere sottomano una mole enorme di transazioni e di dati attendibili permette all’azienda di generare report molto approfonditi e agire di conseguenza. Per esempio, lo studio delle transazioni finanziarie all’interno della supply chain può evidenziare possibili criticità e, soprattutto, sviluppare un vero e proprio approccio “predittivo” sulla base del quale operare decisioni strategiche per il bene dell’azienda. Tutto, ripetiamo, con costi contenuti e massima sicurezza.

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