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Come fa a parlare un bot? I segreti di ON-Bot di Teorema

Come fa a parlare un bot? I segreti di ON-Bot di Teorema

I chatbot, per definizione, parlano. O meglio, rispondono. La loro caratteristica portante, che ne ha determinato il successo, è proprio la capacità di interagire con i propri interlocutori in modo naturale, senza costringerli a usare espressioni predefinite ma permettendo loro di esprimersi come se stessero parlando ad un amico. Ma com’è possibile tutto ciò, cioè come fa a parlare un bot? 

Un aspetto stupefacente di un chatbot come ON-Bot è la distanza che intercorre tra l’estrema semplicità di implementazioneconfigurazione e uso rispetto alla complessità della piattaforma tecnica sottostante. Dal punto di vista dell’utente finale, usarlo è davvero la cosa più facile del mondo: c’è una chat, si scrive ciò che si vuole usando le proprie espressioni e, se il bot è stato precedentemente istruito per rispondere al quesitofornisce l’informazione richiesta, che si tratti della gestione del piano ferie o di sapere dove si terrà il concerto tanto attesoDal punto di vista dell’azienda, invece, la parte di implementazione è parimenti semplificata: innanzitutto, il reparto IT non si deve preoccupare di investimenti in hardware o software, poiché ON-Bot è basato sul cloud e, in più, l’integrazione del chatbot nelle piattaforme web (sito web, ma anche Intranet) è un gioco da ragazzi, al punto da dover solo copiare e incollare qualche riga di codice nelle pagine del proprio sito. Inoltre, è anche possibile richiedere espansioni e integrazioni ad hoc, così da integrare la piattaforma nei propri sistemi gestionali come il CRM e fornire così a ON-Bot nuove fonti di dati e di conoscenza.  

 

Come fa a parlare un bot? 

Veniamo ora al tema principale, ovvero come sia possibile che ON-Bot comprenda le domande e fornisca risposte esaustive. Sia pur in modo del tutto trasparente all’utilizzatore finaleè qui che si manifesta la complessità tecnica del chatbot: non tanto nel fornire le risposte, bensì nel comprendere le domande formulate e associarvi risposte coerenti 

A livello tecnico, ON-Bot si basa sul motore di ricerca semantico di Microsoft AzureQuesto significa che ON-Bot, se istruito in maniera corretta e approfondita, è in grado di capire la domanda e associarvi la risposta corretta anche se il suo interlocutore usa espressioni, termini e “modi di dire” di tutti i giorni, senza seguire schemi predefiniti e vincolanti. Tutto ciò funziona a patto che ON-Bot disponga della risposta adeguata, ma in caso negativo è sempre possibile per gli operatori intervenire direttamente per gestire il dialogo oppure, in un secondo momento, per estendere la Knowledge Base del bot. Questa tecnologia, a ben vedere, è ciò che permette un nuovo livello di interazione tra l’uomo e la macchina, tra l’essere umano e il chatbot: senza di essa, per ottenere risposte dal chatbot dovremmo sostanzialmente esprimerci per frasi fatte 

I risultati possono essere davvero brillanti: l’evoluzione della tecnologia ci porterà chatbot sempre più simili ad esseri umani, talvolta anche nei tempi di reazione volutamente non istantanei, e capaci di chiacchierare con l’utente, facendo in modo che la conversazione sia piacevole oltre che proficua. Se si considera che ON-Bot può gestire svariate conversazioni contemporanee, che diventa sempre più preciso e ricco di “conoscenza” col passare del tempo, che non smette mai di lavorare, che si implementa in poche decine di minuti e sfrutta tutti i vantaggi del modello as-a-service, non ci sono davvero motivi per non considerarlo un passo essenziale verso un nuovo livello di efficienza aziendale.   

Chatbot Come Funziona

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