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Come i Big Data influenzano le strategie di management: Data Driven Decision

Come i Big Data influenzano le strategie di management: Data Driven Decision

Trasformare i dati in informazioni decisive per compiere le migliori scelte strategiche per la propria azienda è senz'altro una delle applicazioni più interessanti e per certi versi rivoluzionarie dei Big Data. La raccolta e l'elaborazione dei dati (Data Analytics) stanno migliorando i processi decisionali ed è per questo che ormai vengono considerati di fondamentale interesse per le imprese. Ma i dati in sé sono solo un “contenitore” e assumono valore esclusivamente quando vengono tradotti in informazione. Il processo decisionale basato sui dati (Data Driven Decision) si riferisce alla pratica di basare le decisioni sull'analisi di dati piuttosto che puramente sull'intuizione.

Per esempio, un imprenditore o un manager potrebbero basarsi esclusivamente sulla loro lunga esperienza nel settore e il loro “fiuto” per prendere decisioni strategiche come il lancio di un nuovo prodotto o servizio. Oppure potrebbero basare la loro scelta sull'analisi dei dati che riguardano il modo in cui i consumatori reagiscono ai prodotti o servizi con quelle caratteristiche.

I dati a supporto delle decisioni

I dati sono una risorsa e come tale non fanno nulla da soli. Piuttosto, sta cambiando il modo in cui vengono impiegati nel processo decisionale umano. Senza dati, le decisioni sono essenzialmente ipotesi (più o meno attendibili). Con il supporto delle informazioni derivate dai Big Data le decisioni diventano mirate, strategiche e informate.

Ma prima di proseguire, è bene fare una piccola precisione: l'uno non esclude l'altro. Le Data Driven Decision non devono necessariamente sostituire valori come intuito o esperienza ma rappresentano uno strumento in più per il management aziendale così da ridurre al minimo la possibilità di errori che potrebbero costare cari...

Se lo consideriamo da un punto di vista “accademico” il percorso  è lineare e va dalla raccolta dati fino all'assunzione delle migliori decisioni finali attraverso lo schema: dati, informazione, consapevolezza, decisioni.

Siamo agli albori dell'era dei Big Data, ma lo scenario e le potenzialità future diventano sempre più chiare. Si va dall'analisi dei bisogni dei consumatori, per offrire prodotti servizi migliori ai cittadini, a una maggiore razionalizzazione della spesa e un'ottimizzazione della produttività aziendale.

Pensiamo al web e a come, una ventina d'anni fa, le aziende hanno iniziato a lavorare per stabilire una presenza sul web, sviluppare capacità di commercio elettronico e migliorare la propria efficienza operativa. Oggi questi sono requisiti imprescindibili per qualsiasi impresa, ma non sono più sufficienti per avere successo perché la nuova frontiera del business online si basa sulla capacità di sfruttare al meglio la natura interattiva del web e valorizzare il rapporto con il proprio target ideale.

Oggi dobbiamo iniziare a chiederci cosa succederà una volta che le aziende saranno diventate pienamente in grado di elaborare enormi dati in modo flessibile. Cosa potranno fare (prima e meglio) di quanto fanno oggi?

Data Driven Decision come strategia aziendale

È per questi motivi che sempre più aziende stanno investendo in Big Data: l'obiettivo è quello di individuare e comprendere al meglio i fenomeni che caratterizzano il  mercato di riferimento così da anticiparne sviluppi e tendenze future.

E non è un caso che, anche a livello universitario, stanno crescendo i percorsi di Data Driven Decision making per formare nuove figure professionali in grado di interpretare i dati raccolti.

Considerati tutti questi aspetti, la tendenza verso le Data Driven Decision nell'orientare le principali strategie di management delle aziende è sempre più evidente. Anche in Italia sempre più aziende stanno investendo in dati nel tentativo di arrivare prima dei propri competitors a quella fase 2.0 dell'era Big Data in cui i dati tradotti in informazioni saranno la base principale per prendere decisioni consapevoli (e con margini di errore ridotti al minimo) sulle strategie aziendali.

Insomma, il valore dei dati e la loro capacità di orientare le strategie del management aziendale è in continuo aumento. La riprova arriva da uno studio dell'Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence del Politecnico di Milano che mostra come il settore dei Big Data e Analytics lo scorso anno abbia superato i 1.100 milioni di euro, registrando una crescita del 22% rispetto al 2016 con un trend ancora più positivo rispetto a quello già buono degli anni passati (+15% nel 2016 e +14% nel 2015).

Seguendo l'analogia proposta all'interno di questo articolo, possiamo affermare che ignorare l'importanza dei Big Data nelle strategie di management aziendale rischia di essere un errore proprio come quello commesso dalle aziende che, una ventina d'anni fa, hanno sottovalutato l'importanza di una presenza online, cercando poi di rimediare (tardivamente) solo di recente.

Come diceva Benjamin Franklin: “Vedere un’opportunità non è un arte. L’arte è coglierla per primo”.

 

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Topics: Big Data

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