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Come implementare ON-Bot in 4 passi (+1)

Come implementare ON-Bot in 4 passi (+1)

Una delle caratteristiche peculiari di ON-Bot è la semplicità e rapidità di implementazione: zero codice da scrivere, nessun server o PC da aggiornare né software da installare, poiché il modello cloud as-a-service fa sì che il bot sia disponibile fin da subito e che la sua pubblicazione – fatte salve ipotesi più complesse di integrazione nei sistemi aziendali – non vada oltre l’inserimento di due righe di codice nel proprio sito web o nella Intranet.  

Il fatto che ON-Bot sia semplice da implementare non significa che non richieda un’attenta attività di configurazione iniziale e una buona gestione successiva: la prima attività, oltre alla naturale personalizzazione del bot con i tratti distintivi dell’azienda, comprende l’operazione più importante in assoluto, ovvero l’impostazione delle knowledge base, del patrimonio informativo cui il bot attingerà per rispondere concretamente ai propri interlocutori. Senza knowledge base, ON-Bot non sarebbe di nessuna utilità, quindi è fondamentale non solo fornirgli tutte le informazioni di cui ha bisogno, ma anche aggiornarle con una certa costanza per evitare che il bot risponda in modo errato e, soprattutto, per permettergli di gestire una varietà di richieste sempre maggiore.  

Posta la necessità di una corretta configurazione delle KB, il processo di implementazione resta rapido e – soprattutto – estremamente semplice, grazie alla disponibilità di un portale web di gestione (CMSben strutturato, di uso intuitivo in italiano e in inglese. Di seguito, i passi fondamentali per portare ON-Bot in azienda.

 

  • ON-Bot è un gioco di squadra: gestione utenti 

Un progetto di successo è un progetto condiviso. Visto che il chatbot può adattarsi alle esigenze di diverse funzioni aziendali, più persone possono contribuire alla creazione e alla manutenzione delle knowledge base. Ecco perché il primo passo, una volta entrati nella console di amministrazione (disponibile via web 24 ore su 24), potrebbe essere quello di formare la squadra che si occuperà di ON-Bot, assegnando a ognuno i permessi di accesso.   

 

  • Creare knowledge base efficaci 

È il punto in assoluto più importante, quello che avrà le maggiori ripercussioni sulla capacità di ON-Bot di assicurare un dialogo proficuo con i suoi interlocutori. Ai fini pratici, un’ipotesi interessante consiste nell’individuare le principali attività del bot (HR, IT, customer care…), generare per ognuna di esse una knowledge base separata. Poi, chi si occupa in modo specifico di quell’area, funzione o attività, provvederà a caricare le domande/risposte che ritiene più rilevanti, di modo tale che il chatbot sia in grado di gestirle senza intervento umano. Il motore di ricerca semantico integrato in ON-Bot gli permetterà di comprendere le domande anche se formulate in linguaggio naturale, ma la qualità delle knowledge base resta un elemento fondamentale per il successo. Impostare domande semplici inserire più varianti della stessa domanda formano un buon punto di partenza. Da notare che tutta questa fase può essere gestita offlinescrivendo domande e risposte in un foglio di calcolo da caricare successivamente nel CMS di ON-Bot.  

Per accelerare i tempi, le ipotesi sono due: quella appena citata, ovvero generare domande e risposte offline e caricarle tutte insieme, oppure partire con le knowledge base preimpostate da Teorema (i template), che forniscono domande ottimizzate sugli argomenti più comuni. Da notare, però, che i template non possono essere considerati esaustivi: sono un punto di partenza su cui costruire un proprio patrimonio informativo personalizzato.  

 

  • Personalizzazione del bot 

La personalizzazione del bot è un altro aspetto centrale per far sì che ON-Bot sia allineato alla comunicazione dell’azienda. ON-Bot può essere personalizzato con un nuovo nome, colori specifici e immagini ad hoc, di modo tale da integrarsi perfettamente nell’universo dell’azienda cliente.  

 

  • Attivazione del bot 

Se ci si avvale dei template, è probabile che si arrivi a questo punto in poco tempoInoltre, se l’idea è di pubblicare ON-Bot sul sito web dell’azienda o in una Intranet, tutto il lavoro di integrazione si riassume in due righe di codice da copiare nei propri portali. Lo stesso non vale, ovviamente, nel caso in cui il bot debba essere integrato con un gestionale interno, come un CRM o una suite ERP, poiché in tal caso è necessaria un’attività di integrazione ad hoc 

 

Seguendo questi semplici passi, è possibile attivare ON-Bot sul proprio sito web in tempi brevi. Ma attenzione: affinché sia estremamente efficace e soddisfi le aspettative dei clienti, ON-Bot – come tutti i chatbot – è un continuo work in progress: è infatti fondamentale, oltre alla realizzazione di knowledge base di ottima qualità, gestire il bot verificando costantemente le domande che gli vengono poste, il modo in cui risponde e la percentuale di casi che non è stato in grado di gestire, al fine di renderlo sempre più efficace nel tempo, sempre più versatile e smart 

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