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Come ingaggiare i consumatori con la X-Reality, dal Turismo al Retail

Come ingaggiare i consumatori con la X-Reality, dal Turismo al Retail

La X-Reality rappresenta per il marketing un salto evolutivo non dissimile da quello che i brand hanno sperimentato con l'arrivo e l'affermazione di Internet. Se infatti il Web ha moltiplicato i canali che consentono ai consumatori di approfondire gli aspetti valoriali dei marchi e di accedere senza più vincoli di tempo e spazio, grazie al mobile, all'offerta, Virtual e Augmented reality (nonché la loro fusione, la Mixed reality) sono alla base di una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda la parte esperienziale, con la possibilità di sviluppare inediti strumenti di engagement, gamification e conversion fino a poco tempo fa impensabili. Le tecnologie digitali di frontiera offrono infatti un paradigma completamente nuovo rispetto alla possibilità di interagire con prodotti, servizi e significati.

La sensazione di toccare quasi con mano l'effetto presenza, l'immersione in una dimensione che fonde le caratteristiche del mondo fisico con le prerogative delle piattaforme digitali: tutto questo si traduce in una straordinaria opportunità di ingaggiare il pubblico soprattutto in settori in cui, per l'appunto, la sfera sensoriale e il coinvolgimento personale sono tanto essenziali per una comunicazione efficace quanto estremamente complessi da stimolare con i mezzi tradizionali, Internet incluso.

Viaggiare senza muoversi: la realtà virtuale applicata al settore turistico

Prendiamo per esempio il mercato del Turismo e della ricettività: promuovere una località, una struttura o un evento, facendo percepire ai potenziali visitatori il vero valore dell'esperienza offerta e convertire la ricerca di informazioni in un acquisto, non è mai stato così semplice. Con la Virtual reality (VR) basta un visore (ma è sufficiente anche lo smartphone, opportunamente adattato) per proiettare gli utenti in un contenuto immersivo che, attraverso immagini in alta definizione, fruibili a 360 gradi e interattive, permette di osservare ed esplorare i luoghi come se fossero davvero a portata di mano – o meglio di sguardo –, restituendo perfettamente l'idea di cosa si può vivere in una determinata location anche in diverse condizioni e atmosfere. Si riesce in altre parole a toccare le corde emotive degli utenti, aiutandoli allo stesso tempo a valutare con più oculatezza la propria destinazione e i servizi da acquistare. Non a caso l'Agenzia di promozione turistica del Galles, Visit Wales, ha recentemente investito 325 mila euro in sei progetti tesi a sfruttare appieno la VR per valorizzare le attrattive del territorio sul piano internazionale.

Perché a questo punto non rendere più chiara e semplice anche la scelta del modo in cui si arriva a destinazione? La Virtual reality è stata per esempio adottata da Emirates per permettere a chi accede al sito Internet per effettuare una prenotazione di visualizzare la posizione del sedile all'interno della cabina, trasmettendo la sensazione dell'effettivo spazio a disposizione e offrendo la possibilità di confrontare i diversi tipi di classe e sistemazione. Come facilmente intuibile, le chance che un passeggero decida di acquistare un upgrade aumentano e non di poco.

Ma siamo solo all'inizio: nel prossimo futuro le applicazioni di Mixed reality arricchiranno gli elementi rappresentati nei contenuti video con informazioni accessorie e pop-up in grado di attivare link che condurranno a portali e-commerce, su cui gli utenti potranno acquistare i prodotti e i servizi esplorati, vivendo una customer journey intuitiva, trasparente e unificata.

Il negozio (fisico e on line) si espande grazie alla Realtà aumentata

Il Retail sta invece sperimentando con successo diverse soluzioni di Augmented reality (AR) per ridurre le distanze tra consumatore, store fisico e on line shop, a prescindere da dove il potenziale cliente intende vivere la propria esperienza d'acquisto. Ci sono infatti, nell'ambito del fashion, negozi che hanno implementato magic mirror e camerini virtuali, ma anche mobile app attivate tramite specifici beacon inseriti sugli scaffali, soluzioni grazie alle quali è possibile provare virtualmente l'intero catalogo senza indossare nemmeno un capo. Il visitatore visualizza la propria immagine sul display, che tramite la Realtà aumentata gli permette di vedersi (su uno specchio digitale dotato di tecnologia Kinect o attraverso lo schermo dello smartphone inquadrando le proprie parti del corpo) come se indossasse scarpe, abiti, accessori che possono essere acquistati in negozio oppure – se la taglia e il colore desiderati non sono disponibili –  via e-commerce con consegna a domicilio. Tra le catene che hanno già adottato soluzioni simili si possono citare Timberland, Topshop, Lacoste e American Apparel.

Ci sono poi marchi che invece con la AR puntano a far provare i prodotti direttamente a casa dei consumatori, offrendo in cambio del semplice download di una mobile app la più preziosa delle merci: il tempo. Da Magnolia a Ikea, passando per Converse, L'Oréal e Sephora, sono sempre di più i brand che stanno sviluppando software che permettono di visualizzare tramite smartphone come un mobile, un vaso o un altro complemento d'arredo si inseriscono in un ambiente inquadrando la zona dell'appartamento in cui si desidera inserirli, oppure come un make-up o un paio di scarpe si integrano con il look dell'utente.

Grazie alla Mixed reality, l'engagement quindi è garantito, sta poi al brand stabilire il tipo di comportamento che vuole stimolare tramite azioni specifiche: una visita in negozio oppure un acquisto direttamente on line.

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Topics: X-reality

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