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Come le startup fintech possono conquistare il mercato con AI e IoT

Come le startup fintech possono conquistare il mercato con AI e IoT

I numeri parlano chiaro: fintech, Intelligenza artificiale e IoT sono i trend del momento. Non stupisce che molte startup, spinte dal desiderio di innovare e di ‘conquistare’ nuovi mercati, si rivolgano proprio al connubio tra finanza e tecnologie di ultima generazione. D’altronde il mercato parla chiaro: a livello globale, le startup fintech hanno ottenuto nel 2018 finanziamenti per la cifra record di 39,57 miliardi di dollari (fonte: CB Insights) e molte di esse si sono proprio concentrate su due pilastri del fintech, ovvero Intelligenza artificiale e IoT (Internet of Things). Per quanto riguarda quest’ultimo, anche qui le previsioni sono rosee: si parla di un mercato che potrebbe valere fino a 75,44 miliardi di dollari nel 2025.

Questo per dire che, se anche i due trend sono in vita da qualche anno, il tasso di crescita non sembra conoscere flessioni: AI e IoT sono senza dubbio due mercati nei quali le startup fintech farebbero bene ad entrare. Poi, nessuno vieta di considerarli separatamente: mentre AI abilita una serie di servizi che, nell’ecosistema finanziario, vanno dalla gestione predittiva del portafoglio ai Robo-advisor, i dispositivi appartenenti all’Internet of Things si concentrano soprattutto nella rilevazione dei dati e su modalità innovative di pagamento, che dopo aver reso obsoleto il denaro contante, ora puntano a smaterializzare anche gli altri mezzi tradizionali come le carte di credito. Il massimo, ovviamente, sta nella convergenza dei due mondi: pensiamo ad esempio a un sistema di pagamento in cui gli acquisti possano essere pagati tramite smart watch e nel quale il sistema di sicurezza contro le frodi venga gestito da algoritmi di Machine Learning.

 

Internet of Things, una manna per assicurazioni e pagamenti

Internet of Things, definito come insieme di dispositivi materiali aventi capacità di connessione e raccolta di dati, sembra fatto apposta per le compagnie assicurative. Il fatto che se ne stiano occupando da anni, quindi, non è un caso: pensiamo, per esempio, a polizze assicurative che, previa installazione di sensori in auto, calcolino il premio annuale in funzione dei chilometri percorsi, dello stile di guida, delle eventuali irregolarità e dei sinistri, oppure a un’assicurazione sulla vita i cui parametri vengono definiti dallo stato di forma fisica dell’assicurato che, a sua volta, dipende dai dati del fitness tracker indossato.

In questo ambito molto è già stato fatto, ma a testimonianza della vastità della materia e dei possibili impieghi, non passa anno in cui le startup non trovino nuovi use case capaci di coniugare le esigenze delle compagnie assicurative, interessate a una valutazione del rischio sempre più precisa e attendibile e dei clienti, cui non dispiacciono per nulla le offerte personalizzate.

Altro settore in cui l’IoT è costantemente sotto i riflettori è quello dei pagamenti. Pur faticando a scomparire, il denaro contante è stato superato dalle carte di credito/debito, queste dagli smartphone e ora da qualsiasi strumento portatile dotato di connettività e di un livello di sicurezza adeguato: smart watch, bracciali fitness e addirittura ciondoli e anelli possono essere usati per pagare in assoluta libertà senza bisogno di portarsi dietro il portafoglio. Qui la sfida è grande poiché le startup devono ipotizzare forme di pagamento innovative che offrano sì comodità e agilità ma anche un impeccabile livello di sicurezza, che potrebbe provenire dai sensori del dispositivo. In alternativa ci si può affidare alla connessione con lo smartphone, che tra impronte digitali e riconoscimento del volto è già stracolmo di opzioni di sicurezza.

 

Intelligenza Artificiale, trend di grande successo

L’impiego di tecnologie di Intelligenza Artificiale nel finance è uno dei trend di maggior successo degli ultimi anni. Ma anche qui il percorso è tutt’altro che completo: banche, operatori finanziari e assicurazioni hanno sempre più bisogno di soluzioni ‘intelligenti’ per semplificare i loro processi, ottimizzare costi e rischi, proteggersi dalle frodi e massimizzare i profitti.

Così come ne hanno bisogno i consumatori finali e le aziende: molti dei servizi offerti delle startup sono infatti rivolti direttamente a loro, non alle istituzioni finanziarie. Ci sono startup che, grazie alle capacità di analisi e previsione dell’AI, aiutano le PMI a reperire liquidità, altre che usano il machine learning e svariate fonti di dati per rilevare segnali importanti ai fini del trading, altre ancora che – parlando di augmented intelligence – si soffermano sulla sicurezza e la prevenzione delle frodi proponendo la loro tecnologia agli operatori finanziari ma anche a retailer online e fisici.

Le possibilità sono davvero infinite. La capacità di elaborazione e sintesi dei dati offerta dalle tecnologie di Intelligenza Artificiale porterà, in questo mercato, chatbot sempre più evoluti, consulenti finanziari (virtuali) con cui interagire a voce, semplificherà l’accesso al credito per le imprese, porterà nuovi ed evoluti sistemi di pagamento e riuscirà ad anticipare le mosse dei mercati, vera e propria scommessa di tutti i trader. E larga parte del merito sarà proprio delle startup, che con la loro agilità e versatilità sono e saranno sempre in prima linea.

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