<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=150415092460129&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Visione

Offerta

Scenari

Tecnologie di Frontiera

Ruoli

Tilt

Come le startup fintech possono conquistare il mercato con AI e IoT

Come le startup fintech possono conquistare il mercato con AI e IoT

I numeri parlano chiaro per le startup del fintech: Intelligenza artificiale e IoT sono i trend del momento. Non stupisce che molte imprese, spinte dal desiderio di innovare e di ‘conquistare’ nuovi mercati, si rivolgano proprio al connubio tra finanza e tecnologie di ultima generazione. D’altronde il mercato parla chiaro: a livello globale, le startup fintech hanno ottenuto nel 2018 finanziamenti per la cifra record di 39,57 miliardi di dollari (fonte: CB Insights) e molte di esse si sono proprio concentrate su due pilastri del fintech, ovvero Intelligenza artificiale e IoT (Internet of Things). Per quanto riguarda quest’ultimo, anche qui le previsioni sono rosee: si parla di un mercato che potrebbe valere fino a 75,44 miliardi di dollari nel 2025.

Questo per dire che, se anche i due trend sono in vita da qualche anno, il tasso di crescita non sembra conoscere flessioni: AI e IoT sono senza dubbio due mercati nei quali le startup fintech farebbero bene ad entrare. Poi, nessuno vieta di considerarli separatamente: mentre AI abilita una serie di servizi che, nell’ecosistema finanziario, vanno dalla gestione predittiva del portafoglio ai Robo-advisor, i dispositivi appartenenti all’Internet of Things si concentrano soprattutto nella rilevazione dei dati e su modalità innovative di pagamento, che dopo aver reso obsoleto il denaro contante, ora puntano a smaterializzare anche gli altri mezzi tradizionali come le carte di credito. Il massimo, ovviamente, sta nella convergenza dei due mondi: pensiamo ad esempio a un sistema di pagamento in cui gli acquisti possano essere pagati tramite smart watch e nel quale il sistema di sicurezza contro le frodi venga gestito da algoritmi di Machine Learning.

 

startup fintech, come sfruttare l'IoT

Internet of Things, definito come insieme di dispositivi materiali aventi capacità di connessione e raccolta di dati, sembra fatto apposta per le compagnie assicurative. Il fatto che se ne stiano occupando da anni, quindi, non è un caso: pensiamo, per esempio, a polizze assicurative che, previa installazione di sensori in auto, calcolino il premio annuale in funzione dei chilometri percorsi, dello stile di guida, delle eventuali irregolarità e dei sinistri, oppure a un’assicurazione sulla vita i cui parametri vengono definiti dallo stato di forma fisica dell’assicurato che, a sua volta, dipende dai dati del fitness tracker indossato.

In questo ambito molto è già stato fatto, ma a testimonianza della vastità della materia e dei possibili impieghi, non passa anno in cui le startup non trovino nuovi use case capaci di coniugare le esigenze delle compagnie assicurative, interessate a una valutazione del rischio sempre più precisa e attendibile e dei clienti, cui non dispiacciono per nulla le offerte personalizzate.

Altro settore in cui l’IoT è costantemente sotto i riflettori è quello dei pagamenti. Pur faticando a scomparire, il denaro contante è stato superato dalle carte di credito/debito, queste dagli smartphone e ora da qualsiasi strumento portatile dotato di connettività e di un livello di sicurezza adeguato: smart watch, bracciali fitness e addirittura ciondoli e anelli possono essere usati per pagare in assoluta libertà senza bisogno di portarsi dietro il portafoglio. Qui la sfida è grande poiché le startup devono ipotizzare forme di pagamento innovative che offrano sì comodità e agilità ma anche un impeccabile livello di sicurezza, che potrebbe provenire dai sensori del dispositivo. In alternativa ci si può affidare alla connessione con lo smartphone, che tra impronte digitali e riconoscimento del volto è già stracolmo di opzioni di sicurezza.

 

Intelligenza Artificiale per le startup del fintech

L’impiego di tecnologie di Intelligenza Artificiale nel finance è uno dei trend di maggior successo degli ultimi anni. Ma anche qui il percorso è tutt’altro che completo: banche, operatori finanziari e assicurazioni hanno sempre più bisogno di soluzioni ‘intelligenti’ per semplificare i loro processi, ottimizzare costi e rischi, proteggersi dalle frodi e massimizzare i profitti.

Così come ne hanno bisogno i consumatori finali e le aziende: molti dei servizi offerti delle startup sono infatti rivolti direttamente a loro, non alle istituzioni finanziarie. Ci sono startup che, grazie alle capacità di analisi e previsione dell’AI, aiutano le PMI a reperire liquidità, altre che usano il machine learning e svariate fonti di dati per rilevare segnali importanti ai fini del trading, altre ancora che – parlando di augmented intelligence – si soffermano sulla sicurezza e la prevenzione delle frodi proponendo la loro tecnologia agli operatori finanziari ma anche a retailer online e fisici.

Le possibilità sono davvero infinite. La capacità di elaborazione e sintesi dei dati offerta dalle tecnologie di Intelligenza Artificiale porterà, in questo mercato, chatbot sempre più evoluti, consulenti finanziari (virtuali) con cui interagire a voce, semplificherà l’accesso al credito per le imprese, porterà nuovi ed evoluti sistemi di pagamento e riuscirà ad anticipare le mosse dei mercati, vera e propria scommessa di tutti i trader. E larga parte del merito sarà proprio delle startup, che con la loro agilità e versatilità sono e saranno sempre in prima linea.

New call-to-action

Iscriviti al Blog