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Come l’innovazione può aiutare la formazione

Come l’innovazione può aiutare la formazione

L’ultima legge di Bilancio, la 205 del 2017, ha previsto un sostanzioso pacchetto di crediti d’imposta a favore di quelle aziende che investono in corsi di formazione sulle tecnologie contemplate nel Piano Nazionale Impresa 4.0. La misura è pari al 40% del costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative, fino a un importo massimo annuale di € 300 mila per ciascun beneficiario. In attesa dei decreti attuativi, che dovrebbero essere varati a breve (in teoria, 90 giorni dopo l’entrata in vigore delle legge, avvenuta l’1 gennaio 2018), la normativa ha indicato quali sono le tecnologie finanziabili oggetto dei corsi: 

  1. Big Data e analisi dei dati; 
  2. Cloud e Fog Computing; 
  3. Cyber Security;
  4. sistemi cyber-fisici; 
  5. prototipazione rapida; 
  6. sistemi di visualizzazione e realtà aumentata; 
  7. robotica avanzata e collaborativa; 
  8. interfaccia uomo-macchina; 
  9. manifattura additiva; 
  10. Internet delle Cose (IoT) e delle macchine; 
  11. integrazione digitale dei processi aziendali. 

Nuove tecnologie al servizio del lifelong learning 

La ratio della legge nasce dal principio ormai acquisito che le competenze dei lavoratori tendono a invecchiare velocemente, motivo per il quale è necessario un costante aggiornamento. Questo processo si chiama lifelong learning e consiste nell’insieme di azioni formative che permettono a un individuo di stare sempre in linea con le conoscenze richieste dal mondo del lavoro. È una questione che tocca da vicino soprattutto gli HR Manager, ai quali è demandato il compito di contrastare l’obsolescenza fisiologica del capitale umano aziendale. Per assolvere al meglio a questo compito oggi, il responsabile delle risorse umane, può contare su un moderno alleato: l’innovazione tecnologica. In apertura abbiamo indicato quali sono le sue nuove frontiere, anche a parere del legislatore che si mostra propenso a sostenerne lo sviluppo, ma vediamo come queste nuove tecnologie possono aiutare la formazione continua dei dipendenti. 

Come abbattere il vincolo di prossimità 

Partiamo da 2 problemi “strutturali” che deve affrontare l’HR Manager: prossimità degli allievi rispetto a chi eroga i contenuti formativi e loro compresenza in una medesima aula. Si tratta di problemi che impattano sia sull’organizzazione (per esempio, disponibilità di luoghi attrezzati), sia sui costi (spese di trasferta del formatore). Una delle soluzioni che sta riscuotendo particolare apprezzamento è il webinar, grazie al quale la formazione avviene in remoto, consentendo nel contempo di interagire con domande e osservazioni. A differenza della classica FAD (formazione a distanza), in cui l’allievo attinge autonomamente ai materiali dell’apprendimento da qualsiasi parte e in qualsiasi momento, il webinar abbatte solo il vincolo di prossimità, ma per il resto si comporta come qualsiasi lezione svolta in maniera tradizionale. Necessita soltanto di una buona connessione e di applicazioni, come Skype, che rendano possibile la comunicazione e la condivisione. 

Come rendere coinvolgente la formazione aziendale 

Le nuove tecnologie, però, vanno oltre. Non migliorano soltanto i “contenitori” della formazione, ma anche il “contenuto” stesso. Un altro problema che deve affrontare l’HR Manager, infatti, riguarda la capacità di coinvolgimento dei dipendenti, da cui deriva la reale efficacia dell’intervento formativo. Su questo fronte, uno degli approcci più attuali è quello della gamification in learning. Mutuata dalle tecniche del game design, di cui conserva i meccanismi di superamento dei livelli e di gratificazione degli obiettivi raggiunti. La gamification applicata in ambito formativo risponde all’esigenza di mantenere alto l’interesse del partecipante, così da facilitare la dinamica di acquisizione dei contenuti. Se, infine, si tratta di contenuti particolarmente complessi, che implicano un’integrazione fra conoscenze teoriche e abilità pratiche, viene in soccorso l’utilizzo di simulatori e strumenti per la realtà virtuale. Il ricorso a dispositivi di realtà virtuale, che riproducono situazioni concrete con un grado di dettaglio costantemente maggiore, è ampiamente presente in diversi ambiti (sanità, aeronautica, difesa ecc.). Proprio a seguito della grande efficacia riscontrata in questi ambiti, oggi la formazione continua può avvalersi di tutte quelle tecnologie che permettono di duplicare circostanze disparate della vita aziendale con un margine di approssimazione sempre minore. 

 

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