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Come implementare un bot in 60 minuti: ON-Bot di Teorema

Come implementare un bot in 60 minuti: ON-Bot di Teorema

Per comprendere i vantaggi di ON-Bot di Teorema, si può partire da una considerazione: in Italia come nel resto del mondo, le aziende hanno perfettamente compreso i vantaggi che derivano dall'implementare un bot nella propria organizzazione. Si può serenamente affermare che non esista azienda, piccola o grande che sia, che non possa ottenere benefici da uno o più chatbot, indirizzandoli nella gestione dei rapporti con la clientela o a supporto di specifiche funzioni interne come le risorse umane o l’IT.

Se è vero che la fiducia nei chatbot cresce a vista d’occhio, c’è sempre il rischio che molte aziende siano frenate dal timore che programmare, configurare, pubblicare e gestire un bot sia un’attività lunga e complessa. Specie perché il mondo dei chatbot ha spesso a che fare con termini ed espressioni quali Machine Learning, Natural Language Processing, servizi Cloud, PaaS e via dicendo. Se una grande azienda non ha alcun problema a confrontarsi con queste realtà, comprendendone appieno i benefici nei confronti del proprio business, è chiaro che la situazione delle piccole, delle micro-imprese e dei professionisti è decisamente diversa.

In realtà, implementare un bot non è un’operazione complicata: è vero, al loro interno convivono evolute manifestazioni di tecnologia, ma non avrebbero mai avuto tutto questo successo se fossero accessibili solo alle grandi multinazionali. Infatti, le pagine Facebook sono piene di chatbot, i siti di piccole aziende pure, così come le aree intranet dedicate alla gestione delle risorse umane, l’help desk interno e via dicendo.

 

Implementare un bot: con On-BOT basta un'ora

ON-Bot di Teorema è un classico esempio di chatbot semplicissimo da implementare. Per prima cosa è una soluzione cloud: le aziende non devono investire in hardware né in software e i responsabili IT non avranno a che fare con nuovi server né aggiornamenti da installare. Questo è già un primo motivo che adatta ON-Bot alle esigenze di tutte le aziende, anche quelle più piccole. Tecnicamente parlando, ON-Bot si basa su servizi PaaS (Platform as a Service) di Microsoft Azure: all’atto pratico, questo si traduce non solo nell’accessibilità e nella disponibilità 24/7 dei servizi cloud, ma anche nella sicurezza della piattaforma e nella sua conformità alle norme vigenti.

Il fatto che ON-Bot sia basato su servizi cloud è un elemento cardine ai fini della semplicità di implementazione: non è un software che va installato, bensì un servizio web cui si accede con le proprie credenziali, con qualsiasi dispositivo e ovunque ci si trovi. Poi si genera il bot e lo si configura creando e gestendo le Knowledge Base, ovvero le informazioni che istruiscono il bot e gli permettono di rispondere in modo attinente alle domande dell’interlocutore; infine, lo si pubblica inserendo nel proprio sito due righe di codice. Nei casi più semplici, quando ON-Bot viene impiegato in alternativa alle (poche) FAQ del sito web aziendale, potrebbe volerci anche meno di un’ora dal primo accesso al CMS (Content Management System) alla pubblicazione del bot sul sito.

Alla fine, dipende tutto dall’uso che le aziende ne vogliono fare. Alcune lo impiegano per fornire informazioni di base ai visitatori del sito: qui l’unico lavoro importante è strutturare bene le Knowledge Base di modo tale che ai quesiti più comuni il bot sia sempre in grado di rispondere. Non è invece responsabilità dell’azienda istruire ON-Bot a “comprendere” la domanda: basandosi su evoluti algoritmi di Natural Language Processing, ON-Bot non vincola l’utente a frasi ed espressioni predefinite. Attività fondamentale resta però il miglioramento costante della Knowledge Base: bisogna estenderla con ulteriori quesiti e risposte, ma anche osservare nel pannello di amministrazione ciò che viene richiesto, come viene richiesto e associare risposte corrette ad espressioni che il bot non è riuscito a capire. In questo modo, ON-Bot diventa col tempo sempre più preciso e versatile, al punto di poter associare a richieste formate da una sola parola (tipo “cedolini” o “biglietti”), risposte plausibili poiché basate sull’esperienza di tanti casi simili.

Il bello di soluzioni come ON-Bot è che, da un lato, possono essere implementate senza fatica e in pochissimo tempo, dall’altro sono modulari per definizione. A livello pratico, ciò significa che l’azienda può scoprire il potenziale dello strumento in modo graduale, senza doversi accollare investimenti coraggiosi: in meno di un’ora lo configura e lo inizia a usare, poi ne migliora le prestazioni gestendo le Knowledge Base e a un certo punto, quando i benefici del chatbot saranno evidenti a tutti, potrà decidere di migliorarlo magari con un modulo di Machine Learning oppure con l’integrazione all’interno dei propri sistemi. Entrambi offrono benefici: il Machine Learning permette al bot di essere più preciso nelle risposte che dà, mentre l’integrazione con i database interni gli fornisce nuove fonti di conoscenza e gli permette di dare risposte personalizzate al ‘cliente’ che ha di fronte. E poco importa che il cliente sia colui che ha appena acquistato sull’e-commerce o un dipendente che vuole chiedere un rimborso spese: ai fini del chatbot e delle sue potenzialità non c’è differenza, perché può servirli entrambi in modo rapido e preciso.

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