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Controllo qualità con la Realtà aumentata: un caso concreto in fabbrica

Controllo qualità con la Realtà aumentata: un caso concreto in fabbrica

Il controllo qualità rappresenta senza dubbio un importante use case di realtà aumentata nel contesto dello shopfloor industriale. Tra le tecnologie responsabili della forte spinta innovativa nel manufacturing, l’AR occupa una posizione centrale e si amalgama perfettamente in una piattaforma tecnologica integrata fatta di sensori e piattaforme IoT, cloud e Intelligenza Artificiale. I suoi benefici ricalcano fedelmente quelli della trasformazione digitale: tempo risparmiato, riduzione degli errori, miglioramento della qualità del prodotto in svariati verticali e, nello specifico del contesto industriale, anche più sicurezza per chi lavora. Non è un caso che Boeing, grazie alla realtà aumentata, sia stata in grado di ridurre i tempi di produzione del 25% (nello specifico, del wiring dei propri aerei) e abbia portato la percentuale di errore in prossimità dello zero.

Realizzati i benefici delle applicazioni di AR, le aziende hanno iniziato a interrogarsi sui potenziali impieghi nelle proprie linee. Da quel momento in poi, l’evoluzione è stata vorticosa: la possibilità di visualizzare, tramite un visore ad hoc, informazioni non presenti nella realtà si addice a svariati use case che spaziano dalla prototipazione alla formazione, ma soprattutto alla manutenzione (degli impianti e dei prodotti), all’assistenza remota, alla gestione delle operations e al controllo qualità. Concentriamoci su quest’ultimo.

 

Controllo qualità e Realtà Aumentata, sinergia vincente

Il mondo iper-competitivo di oggi non si limita a imporre i suoi ritmi alle linee industriali, ma anche a “pretendere” prodotti di qualità sempre maggiore. D’altronde, l’arsenale tecnologico di cui si possono dotare le industrie non manifesta unicamente benefici nella continuità operativa (il caso tipico è la manutenzione predittiva dei macchinari) o nell’ottimizzazione dei cicli di produzione, ma anche nell’intervenire in maniera tempestiva per prevenire, identificare e correggere eventuali anomalie e problematiche che possono condizionare la qualità di un lotto.

Il controllo qualità è sempre stato un passaggio centrale del product lifecycle. Il “problema” – se così lo possiamo definire – del controllo qualità è che si è sempre trattato di un processo manuale ed estremamente time-consuming: in un contesto industriale, esso non coinvolge unicamente il prodotto finito bensì ogni componente e tutto il processo di assemblaggio. È dunque palese che l’ottimizzazione di questa attività porti benefici di efficienza, ed è proprio per questo che le aziende guardano con sempre maggiore frequenza alla realtà aumentata.

 

Controllo qualità virtuale e la soluzione Teorema

Da sempre, l’elemento cardine del controllo qualità è la Visual Inspection, ma un conto è basarsi su documenti cartacei, sulla vista e sulla propria esperienza, un altro visualizzare all’interno del campo visivo informazioni che provengono in tempo reale dai documenti stessi ed, eventualmente, anche dai sensori IoT, informazioni che possono indirizzare l’operatore verso componenti di qualità al di sotto degli standard e automatizzare le procedure di acquisizione, inserimento e trasferimento di dati. Inoltre, le funzioni di interattività permettono all’operatore, sempre in un contesto totalmente paperless, di contrassegnare parti difettose o di qualità inferiore alla norma, nonché di generare e inviare report che sono utilissimi all’azienda per comprendere l’andamento della produzione e la percentuale di difettosità di componenti e prodotti finiti, così da procedere a un’ottimizzazione data-driven. Sempre nell’ottica del controllo qualità, AR può essere usata come strumento di formazione per i nuovi addetti e, appunto, per una maggiore interattività e collaborazione tra gli operatori.

Il mondo, peraltro, inizia ad essere ricco di esempi in cui l’Augmented Reality ha portato benefici concreti ai processi di controllo qualità: a tal fine, può essere interessante segnalare il caso di Porsche che, nell’ambito del progetto Factory of the Future, sta investendo molto in ambito di AR. Nella fattispecie, il tool permette agli ingegneri di valutare – via tablet - la corrispondenza del componente finito rispetto ai dati dei progetti, eventuali tolleranze e interferenze, nonché comprendere la qualità delle finiture tramite un supporto visivo immediato. Ovviamente, le applicazioni pratiche e gli impieghi effettivi crescono di giorno in giorno.

Teorema è molto attiva su questo fronte: al fine di rendere innovativo il controllo qualità tramite strumenti intelligenti, l’azienda ha realizzato una soluzione ad hoc che permette di accedere a informazioni di dettaglio su prodotti, componenti e processi tramite un visore HoloLens di Microsoft con lettore QR Code integrato. Quest’ultimo è un elemento chiave del processo e migliora in modo considerevole la tracciabilità delle varie fasi. Una volta effettuata la scansione del codice applicato al singolo componente, nel visore vengono mostrate informazioni statiche e rendering 3D, così da permettere agli operatori di visualizzarne i dettagli e di accedere ai documenti relativi in un contesto totalmente hands free.

Rispetto alla situazione tradizionale, i benefici sono evidenti: la soluzione è, infatti, in grado di accelerare in modo considerevole i processi di controllo qualità, eliminare l’impiego dei computer portatili in tale contesto, semplificare la consultazione di dati e informazioni abilitandone l’accesso remoto, tracciare tutte le fasi del controllo qualità e digitalizzare e automatizzare il data entry, con tutti i vantaggi che ciò comporta. Inoltre, fattore da non sottovalutare, l’uso della Mixed Reality abilita funzioni di Predictive Analytics e plasma una nuova procedura di lavoro improntata sui canoni di massima efficienza e precisione.

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