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Data intelligence, perché il finance non può farne a meno

Data intelligence, perché il finance non può farne a meno

La Data intelligence rappresenta per il settore finanziario uno strumento formidabile per convertire il patrimonio di dati in valore. Qualche anno fa, l’Autorità Bancaria Europea non si fece nessun problema nel definire i dati un superpotere per l’ecosistema dei servizi finanziari. I concetti di Data Intelligence, Big Data e Intelligenza Artificiale rientrano perfettamente in tale contesto poiché il loro scopo è trasformare in valore tangibile gli immensi volumi di dati che i player del mercato finanziario e i loro clienti generano istante per istante. Nel 2017, McKinsey sostenne che entro quest’anno (2020) ogni persona avrebbe generato 1.7 megabyte di dati al secondo, un volume che non è solo difficilissimo da gestire, ma che nasconde un valore letteralmente inestimabile.

 

Data intelligence: dalla customer experience al retail banking

La Data Intelligence rientra dunque nel macrocosmo della Data Science e, all’interno della industry dei servizi finanziari, è quell’attività o disciplina che, tramite l’analisi dei dati, fornisce informazioni tempestive e rilevanti con cui migliorare le attività interne, i prodotti, i servizi e la customer experience. Nell’ambito, per esempio, del retail banking, Data Intelligence può sfruttare i dati per fornire ai clienti informazioni sulle loro abitudini di spesa, previsioni su come raggiungere i propri obiettivi di risparmio, spendere meglio e sviluppare abitudini virtuose di gestione del denaro. Se poi queste stesse informazioni vengono fornite anche al consulente finanziario esperto, ecco che quest’ultimo può elaborare per il suo cliente strategie personalizzate aventi ottime probabilità di successo. In questo caso, Data Intelligence significa dunque migliorare i servizi forniti al cliente, assicurare una migliore customer experience e, ovviamente, generale fidelizzazione.  

Quanto appena riportato è solo un esempio, ma rende bene l’idea: Data Intelligence lavora sui dati delle transazioni ma non si limita a visualizzarli in modo che siano facilmente intelligibili; piuttosto, dà loro un nuovo significato in funzione di un obiettivo specifico, li usa per risolvere problemi e raggiungere i target previsti (un certo livello di risparmio, di rendimento…). Nel caso specifico, la Data Intelligence aggiunge un elemento strategico all’attività quotidiana del risparmiatore perché inserisce le sue spese di tutti i giorni in un quadro più ampio che ha come fine il risparmio o la crescita del capitale sul lungo periodo.

 

La centralità della Data Intelligence nel mondo della finanza

Al di là di quanto appena detto, in che modo gli attori dell’ecosistema finanziario possono sfruttare i dati a beneficio proprio e dei clienti e perché l’intelligence data-driven è fondamentale per loro? Alla prima domanda si può rispondere riportando quelle che sono le principali fattispecie di utilizzo della data intelligence nell’ecosistema finanziario: money management (vedi esempio), risk assessment e credit scoring per l’attività di concessione di credito, automazione di procedure di back office, realizzazione di prodotti e servizi su misura, underwriting nel mondo assicurativo, migliore gestione dei casi complessi e via dicendo. Il tutto all’interno di un verticale che, in quando a generazione di dati e di potenziali insight su di essi, non è secondo a nessuno.

Per rispondere alla seconda domanda occorre invece dare un’occhiata al mercato e alla disruption portata dalle aziende del settore fintech, sostenute oltretutto da una normativa (PSD2) estremamente favorevole all’apertura e alla condivisione di dati tra gli operatori. Senza entrare nel tecnico, uno dei grandi punti di forza di queste aziende, nonché diretta conseguenza della loro agilità “nativa”, sta nella capacità di assicurare una user experience ottimizzata sotto ogni profilo, dalla semplicità alla completezza funzionale. Gli incumbent del mercato, che ora sono obbligati a condividere i propri dati con le terze parti (fintech), devono quindi rispondere fornendo nuovi servizi ai propri clienti, ottimizzando quelli esistenti, perfezionando a loro volta la customer experience: uno degli strumenti per ottenere questo obiettivo è proprio la Data Intelligence, che oltretutto è una materia in continua evoluzione e sulla quale le aziende dell’ecosistema finanziario possono sviluppare nuovi e remunerativi modelli di business.

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