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È vero che con l'AI puoi entrare in nuovi mercati e ingaggiare nuovi clienti?

È vero che con l'AI puoi entrare in nuovi mercati e ingaggiare nuovi clienti?

In un contesto di economia sempre più globalizzata, molte imprese considerano l’estensione internazionale del proprio business non tanto come un sacrosanto diritto alla crescita quanto piuttosto una vera e propria necessità imposta dalle dinamiche e dalle leve del mercato locale.

Ma un problema resta: a prescindere dalle dimensioni dell’azienda e dall’esperienza in operazioni simili, entrare in nuovi mercati non è mai un gioco da ragazzi. Certo, espandersi in UE non è come entrare sul mercato cinese, ma un’attività di pianificazione puntuale e multi-fattoriale resta determinante per il successo a lungo termine: non dimentichiamo, infatti, che dalla strategia di internazionalizzazione dipendono tutti gli investimenti per l’ingresso nel nuovo mercato e la possibilità (o meno) di fare marcia indietro in caso di insuccesso senza subire conseguenze drammatiche per la propria attività.

Moltissimi sono i fattori da valutare prima di prendere la decisione. Punto di partenza è senza dubbio l’indagine sul mercato di destinazione: le dimensioni della domanda, innanzitutto, ma anche il tasso di crescita, trend in atto, sensibilità del target alle oscillazioni di prezzo, normativa locale, costi da sostenere per l’importazione ed eventuali barriere all’ingresso che possano orientare la strategia globale verso una o l’altra soluzione. Tra i due estremi, ovvero l’esportazione e gli investimenti diretti all’estero, c’è infatti tutta una serie di soluzioni intermedie che prevedono il coinvolgimento di soggetti terzi già operanti nel mercato di destinazione; questo permette l’inserimento nella nuova realtà con un atteggiamento, tutto sommato, prudente. Non è per nulla detto, infatti, che un prodotto di grande successo in un mercato incontri i gusti di un altro che si trova a migliaia di chilometri di distanza; magari bastano piccole modifiche, ma solo competenza ed esperienza possono permettere quell’attività di taratura fine che si rivela fondamentale per il successo sulla distanza.

 

AI per l’accesso ai nuovi mercati e l’acquisizione di nuovi clienti

Come si posiziona la tecnologia in tutto ciò? Al solito, il suo ruolo è tra il determinante e l’indispensabile, perché anche qui l’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale su solide basi di dati fa la differenza tra un progetto con diverse incertezze e un sistema capace di minimizzare i rischi e massimizzare le chance di farcela.

In questi contesti, l’AI può agevolare diverse attività. A livello pratico basti pensare alla gestione dei documenti nelle attività di commercio internazionale, una delle attività più complesse per chi vuole sviluppare business al di fuori dei confini nazionali: fatture, lettere di credito, procedure di convalida incrociata, clausole da revisionare e un’infinità di altre procedure che, spesso e volentieri, si basano su documenti di difficile comprensione (spesso, scansioni) e in diverse lingue. Qui, l’AI può fornire un supporto fondamentale proprio al fine di armonizzare tutta la procedura, sintetizzare i dati e applicare le best practice esistenti.

Ma questo non è che uno dei possibili ambiti d’impiego. Come spesso accade, quando una procedura si basa su una mole di dati difficilmente armonizzabili, è proprio l’AI a fare la differenza: tornando al discorso dell’impresa che vuole uscire dal mercato locale, un sistema ben addestrato potrebbe prendere in considerazione tutte le variabili e poi suggerire all’azienda se intraprendere o meno la strada dell’espansione all’estero; soprattutto, potrebbe spiegarle come farlo sulla base di un’approfondita indagine costi/benefici. Mettendo insieme dati di mercato, economici aziendali, macroeconomici e valutari, l’AI potrebbe suggerire un investimento importante per finanziare l’espansione o ripiegare su un approccio più ‘soft’ tra le mille pratiche vincenti già sperimentate da altri. Se anche non dovesse decidere in prima persona (cosa che, in effetti, al momento non fa), potrebbe presentare al management una serie di indicatori sui quali prendere una decisione ponderata.

Una volta fatto il grande passo, come acquisire e poi creare un solido rapporto con i nuovi clienti? Qui l’AI è tutt’altro che una soluzione pionieristica, bensì un trend in atto da qualche anno con ottimi risultati. L’AI può intervenire in tutti i passaggi del Customer Journey e anche creare una vera e propria esperienza personalizzata per il potenziale cliente, al fine di arrivare alla vendita ma anche costituire un rapporto duraturo. Per esempio, l’AI potrebbe considerare lo storico di un cliente ma anche dati pubblici esterni come quelli dei social network per costruire un’esperienza personalizzata e ottenere così un cliente soddisfatto che poi diventa un ambasciatore del brand. Purché esistano dati significativi, gli algoritmi di Intelligenza Artificiale possono intervenire in ogni ambito strategico, di comunicazione e di relazione col cliente: da un’offerta personalizzata a un bot che comunica proattivamente le nuove offerte o risolve problemi di assistenza, non c’è un solo passo del Customer Journey che non possa essere in qualche modo automatizzato in modo ‘smart’ grazie al potenziale dell’AI. Provare per credere.

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