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Grazie a TILT, il Made in Italy conquista il CES di Las Vegas

Grazie a TILT, il Made in Italy conquista il CES di Las Vegas

Anche quest’anno è stato un successo. Il Made in Italy ha letteralmente conquistato il CES di Las Vegas, dimostrando ancora una volta l’ingegno, la creatività e la professionalità delle nostre startup innovative. Cosa peraltro non da tutti, perché non è semplice conquistare gli sguardi degli operatori e dei professionisti che ogni anno arrivano a Las Vegas per assistere alla fiera n.1 del mondo tech.

Ma in fondo ce lo aspettavamo. Le cinquanta startup selezionate da TILT per partecipare a Made in Italy – The Art of Technology avevano fin da subito tutte le carte in regola per affrontare la sfida a testa alta: da una soluzione innovativa per la smart mobility agli oggetti per la casa, le start up italiane hanno dimostrato al CES che non solo siamo capaci di innovare ma ci riusciamo anche molto bene.

Casa, cibo e salute grandi protagonisti

Nonostante le soluzioni presentate a Las Vegas coprano svariati ambiti, sono tutte rivolte a rendere più semplice e appagante la nostra vita o più efficiente il business. Nel primo caso andiamo da piccoli oggetti domestici come i dispositivi di ricarica rapida di Woodie o le prese di Hide, fino a impianti domotici più articolati come quelli di Morpheos, la cui lampada smart funge anche da hub per tutti i dispositivi connessi.

Grande attenzione per la casa, insomma, ma anche per chi la abita, soprattutto in ambito medicale e di benessere: qui troviamo apparecchi portatili per la salute del cuore come quelli di D-Heart, ma anche protesi di arti altamente innovative come quelle offerte da Bionit Labs, che sono controllate da un solo motore per tutte le dita e con capacità di adattamento alla forma degli oggetti che vengono impugnati. Tutto per un fine molto ambizioso: trasformare la disabilità in nuove possibilità, come sono soliti dire in azienda.

Che dire, poi, degli occhiali a conduzione ossea di Bone? Belli da vedere, look all’ultima moda con il “plus” di fungere anche da auricolari innovativi. Meglio di così…

Capitolo a parte merita il connubio tra tecnologia e food, un mercato in un cui il Made in Italy eccelle per definizione: al CES hanno trovato spazio piattaforme di food trading, app per la gestione dei take away online (Kuokko) e gadget che vogliono essere veri e propri “must” per gli appassionati di vini, come il dispenser di Albicchiere che assicura all’intenditore una temperatura perfetta ad ogni bicchiere, come se la bottiglia fosse sempre “appena stappata”.

Ci spostiamo un po’ e troviamo progetti ingegnosi come quello di SplittyPay, che permette la condivisione dei pagamenti su diverse carte di credito, cosa utile per esempio per dividere il conto al ristorante, oppure – per rimanere in tema pagamenti – la piattaforma MatiPay dedicata ai distributori automatici. Molto interessante, infine, l’idea di InkSquad, un’app dedicata a chi vuole farsi un bel tatuaggio e cerca il migliore artista su piazza per dare vita alla propria creatività.

 

Verso le città e la mobilità del futuro

Altri grandi temi portati a Las Vegas dalle nostre startup sono stati la mobilità del futuro e le tecnologie dedicate alla sostenibilità urbana. È in questo contesto che nascono la pavimentazione di Veranu, le cui mattonelle trasformano i passi in energia e alimentano l’illuminazione circostante, e i servizi innovativi di Enerbrain, mentre il robottino elettrico di Yape già si immagina intento a portare pacchi in giro per le viuzze strette delle nostre città. Senza che nessuno in carne e ossa lo guidi, ovviamente.

Nella stessa cittadina del futuro (prossimo) le persone estrarranno acqua potabile dall’aria tramite il Life Tree di Namastree, e tutti i motociclisti indosseranno i bracciali Woolf, che provvederanno ad avvisarli in caso di autovelox, problemi sulla strada, possibili incidenti sul percorso e qualsiasi evento meritevole di attenzione per la sicurezza. Una soluzione che rappresenta al 100% il concetto di evoluzione “smart” e che non è un caso abbia vinto un CES Innovation Award per il 2019.

Infine, grande presenza di robotica e di soluzioni dedicate al mercato b2b: si parte dall’IoT per le applicazioni di smart manufacturing, ma non mancano proiettori olografici, sistemi di machine learning e applicazioni di modellazione e visualizzazione 3D dedicate all’industria.

Insomma, non ci manca davvero nulla. Questa seconda edizione di Made in Italy – The Art of Technology l’ha dimostrato nuovamente e ci rende orgogliosi di quanto la rinomata creatività italiana sia stata in grado di esprimere. Ora si tratta di conquistare il mercato, ma le premesse per questo 2019 sono quanto mai rosee.

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Topics: CES startup

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