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Intelligenza Artificiale per la sicurezza monitoraggio di ambienti e situazioni ad alto rischio

Intelligenza Artificiale per la sicurezza monitoraggio di ambienti e situazioni ad alto rischio

Gli algoritmi di Intelligenza Artificiale possono giocare un ruolo da protagonista in ambito di sicurezza. Nella fattispecie non ci riferiamo alla sicurezza informatica ma a quella pubblica, un concetto legato a doppia mandata con quello della sorveglianza e della privacy. Manifestazioni, eventi, luoghi sensibili e situazioni ad alto rischio possono essere facilmente monitorati, sommando le caratteristiche di ripresa delle moderne videocamere alle capacità di analisi tipiche dell’Intelligenza Artificiale.  

Il nostro mondo è invaso dalle videocamere di sorveglianza: quelle private, che installiamo in casa o per proteggere i beni dell’azienda, sono la maggior parte, ma anche la videosorveglianza del territorio da parte degli enti pubblici occupa una fetta considerevole del fenomeno. Difficile, se non impossibile, quantificare il numero di videocamere pubbliche presenti sul territorio, che comunque sono nell’ordine dei milioni: la sola Milano ne ha 1.700 dislocate nell’area urbana, cui si sommano 175 colonnine SOS. Lo scopo, facilmente intuibile, è la prevenzione del degrado socio ambientale e la lotta alle attività illecite, con particolare attenzione alle situazioni a rischio e alle aree critiche come concerti, eventi sportivi, manifestazioni sociali e via dicendo. Se a queste sommiamo le migliaia di videocamere private che, per quanto soggette a una normativa stringente, sono presenti un po’ ovunque, abbiamo una chiara idea del fenomeno e giustifichiamo il dato secondo cui chi vive in un contesto urbano ogni giorno passerebbe di fronte a un centinaio di occhi elettronici.  

 

I benefici dell’AI in ambito di sicurezza 

Di per , una videocamera piazzata strategicamente in una strada trafficata, dentro uno stadio o nel piazzale di un evento live serve a poco se poi non viene monitorata con costanza e attenzione. O meglio, serve per accertare i fatti e le responsabilità solo a evento concluso: pur non potendo negare un valido effetto deterrente, basti pensare agli autovelox e ai photored presenti in molti contesti urbani, una videocamera non presidiata non è un valido strumento ai fini della prevenzione. In determinate situazioni e contesti il monitoraggio costante è fondamentale, ed è qui che intervengono l’automazione e l’Intelligenza Artificiale.  

Nel mondo della sorveglianza domestica esistono piccole videocamere di sorveglianza che, oltre a un’infinità di funzioni smart come il controllo tramite app, la registrazione in cloud e la trasmissione in diretta delle immagini, offrono anche qualcosa di più avanzato come il riconoscimento dei volti: se la persona inquadrata fa parte di un database di soggetti conosciuti, la videocamera non attiva nessuna contromisura, ma se non riconosce il volto che sta osservando, invia subito foto e notifica al proprietario di casa.  

Se in ambito di sorveglianza domestica possiamo già parlare di qualche applicazione di AI, sono chiaramente i contesti aziendale e pubblico – in piena era di Smart Cities – a poter offrire i migliori risultati. Primo: l’automazione. Inserire un evoluto algoritmo di AI in un contesto di videosorveglianza, che sia aziendale o pubblica cambia poco, porta subito a una riduzione dei costi: il personale dedicato al monitoraggio di aree ed eventi può essere dirottato su attività di prevenzione strategica, mentre quella di acquisizione e interpretazione delle immagini viene gestita dall’algoritmo 24 ore su 24.  

Secondo vantaggio è, appunto, l’elevata capacità di analisi delle immagini e dell’audio: premesso il soddisfacimento di tutti i vincoli di privacy, un software basato sul Machine Learning può agevolmente riconoscere volti e soggetti, ricostruirne tutti gli spostamenti e, qualora sia equipaggiato di un sistema di cattura audio all’altezza, anche i dialoghi. Non dimentichiamo, oltretutto, che la capacità di interpretazione dell’ambiente circostante è fondamentale anche per l’industria automobilistica, che in questi anni è alle prese con lo sviluppo dell’auto a guida autonoma. Larga parte delle tecnologie di computer vision che verranno usate da queste auto può essere impiegata fin da subito ai fini della sorveglianza: l’AI può riconoscere oggetti, volti, targhe ecc, ma soprattutto può interpretare gesti e fenomeni associandoli a potenziali conseguenze per l’ordine pubblico. Può, cioè, prevedere l’insorgenza di tumulti, fatti criminosi e potenziali attentati, passando da un ruolo reattivo a uno preventivo. Con tutte le positive conseguenze che sono facilmente immaginabili.  

 

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