<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=150415092460129&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Visione

Offerta

Scenari

Tecnologie di Frontiera

Ruoli

Tilt

L’IOT migliorerà l’efficienza produttiva?

L’IOT migliorerà l’efficienza produttiva?

I dati stanno rivoluzionando il mondo del manufacturing. È infatti impossibile trovare un settore in cui la generazione e la trasformazione dei dati in informazioni sia rilevante come in ambito industriale. Secondo le più recenti previsioni di IDC, gli investimenti in dispositivi IoT raggiungeranno nel 2019 quota 745 miliardi di dollari, con un incremento del 15,4% sul 2018. Come da previsione, il settore che spenderà di più in ambito IoT è il discrete manufacturing (realizzazione di prodotti finiti) con 119 miliardi, seguito poi dai trasporti e dalle utilities.

Non ci si deve stupire: per sua stessa natura, infatti, una smart factory può produrre un’infinità di dati dai macchinari, dagli addetti impiegati nei processi, dai prodotti finiti, dalla logistica e anche dalla supply chain, la cui gestione è fondamentale per assicurare un ottimo livello di efficienza e produttività. Tutti questi dati, che vengono generati e ‘raccolti’ dai sensori IoT, vanno poi elaborati, interpretati e messi a servizio del business aziendale: a questo punto, non si parla più di IoT ma di Data Analytics e Intelligenza artificiale che, però, non avrebbero senso senza dati da elaborare e ‘capire’.

Non c’è dubbio, quindi, che IoT migliorerà l’efficienza produttiva. Il suo futuro è roseo, ma anche il presente offre use case molto interessanti ai fini della produttività: per esempio, poter monitorare dati IoT ovunque ci si trovi permette agli addetti di rilevare in anticipo potenziali anomalie che potrebbero condurre a malfunzionamenti dei macchinari e intraprendere - sempre a distanza - tutte le misure correttive del caso. Lo stesso si estende al magazzino, alla logistica, a tutto ciò che può essere monitorato, analizzato e interpretato con l’ausilio dei dati.

IoT, sinonimo di efficienza produttiva

Ci si può domandare come i sensori possano agire – sia pur indirettamente – sulla produttività nel mondo del manufacturing. Osservando i dati di spesa, la prima area di utilizzo di IoT è (comprensibilmente) nelle Manufacturing Operations, che includono diverse attività come l’asset management, i processi produttivi, l’ottimizzazione delle performance di produzione, il monitoraggio, la pianificazione produttiva e molto altro. A livello pratico, del primo caso si è già detto: la possibilità di monitorare i macchinari in tempo reale per 24 ore al giorno permette alle aziende non solo di intervenire tempestivamente nel caso di problemi o malfunzionamenti, ma anche di abilitare un approccio predittivo alla gestione degli stessi, fondamentale per garantire operatività continua e senza intoppi.

IoT, però, va molto oltre. Le informazioni che è in grado di fornire all’azienda sono fondamentali per accelerare qualsiasi processo decisionale: si può trattare, appunto, di una questione che riguarda la produzione, i macchinari, la gestione del magazzino o qualche procedura, ma anche decisioni che riguardano l’intero business. Nel primo caso, il fatto che gli addetti abbiano a che fare con insights generati in tempo reale li rende più rapidi e produttivi ma soprattutto evita gli sprechi di tempo in attività inutili, con importanti conseguenze sull’efficienza di tutta la produzione. Tutto ciò che in un contesto produttivo può essere pilotato dai dati (data-driven), parte dall’IoT, passa dagli algoritmi e viene messo a disposizione di chi deve decidere, che può essere una persona o un team, ma anche l’algoritmo stesso: l’automazione dei processi è un altro importante trend del momento, rilevante per le aziende soprattutto in ottica di riduzione dei costi.

Tra i mille use case dell’IoT in ambito manufacturing va poi menzionata la prevenzione degli infortuni: tra la mole di dati che le macchine generano in un solo istante, alcuni possono indicare una situazione di pericolo per la sicurezza delle persone (alte temperature, agenti chimici, pressione ecc) e mettere in allerta gli addetti, fino a poter imporre lo spegnimento dei macchinari e una rapida evacuazione dell’area.  In più, IoT può essere usato per il monitoraggio delle persone e di tutti gli asset, compresi quelli che si usano quotidianamente: nel primo caso, che ricorda un po’ quanto avviene in ambito consumer con i sensori per i runner, l’IoT può rivelare l’ubicazione delle persone e, in questo modo, studiare l’efficienza dei processi e rivelare eventuali comportamenti non rispettosi delle norme di sicurezza.

In pratica, le possibilità di impiego di sensori e dati in ambito produttivo sono quasi infinite: si va da use case che potremmo definire “tipici”, come la manutenzione predittiva, all’automazione dei processi, senza dimenticare l’impatto sulle modalità di gestione della supply chain, del personale, degli strumenti e delle procedure. Tutto rivolto a un unico grande fine: massimizzare efficienza e produttività. 

New call-to-action

Iscriviti al Blog