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La blockchain spiegata con una metafora

La blockchain spiegata con una metafora
Blockchain blockchain blockchain, se ne parla molto, ma sono ancora tante le persone che non la conoscono, compresi molti “addetti ai lavori”.  Eppure tutti noi dovremmo saperne un po' di più riguardo

alle tecnologie che promettono di cambiarci la vita in futuro, e per futuro si intendono i prossimi 2-3 anni. Evitando di entrare in dettagli tecnici, che possiamo trovare diffusamente nel web, cerchiamo di capire piuttosto cos’è, i campi di applicazione e a che punto dello sviluppo ci troviamo.  

Quando parliamo di Blockchain, ci riferiamo alla grande gruppo dei "Distributed Ledger Technology” (DLT), un concetto che fondamentalmente richiama i più conosciuti libri mastro dove annotare spese e transazioni, ma anche entrate e uscite di merci nei magazzini. Un esempio di ledger che tutti noi conosciamo da  vicino è il nostro conto corrente, nel quale ogni movimento di denaro viene registrato; in questo modello di registro è evidente che è la banca stessa ad avere il potere e il dovere di riportare correttamente le transazioni, cosicché ce ne sia traccia e in modo che il nostro saldo sia costantemente aggiornato. Fondamentale quindi, in questo processo, è il ruolo dell’istituto finanziario, che si pone come intermediario di fiducia tra l’acquirente ed il venditore. Una domanda sorge spontanea: la banca quindi potrebbe, a suo piacimento modificare il registro? Tecnicamente sì, anche se questo non succederà mai, perché perderebbe la “credibilità” (la fiducia) necessaria per svolgere l’importante ruolo di intermediario. 

Chiarito il concetto di ledgercerchiamo di capire nel dettaglio cosa intendiamo per Distributed Ledger

Fino ad ora abbiamo visto che esiste sempre un “operatore singolo” (nell’esempio sopra, la banca) che gestisce e cura il registro, questo porta a due considerazioni: la prima è che l’utente è “obbligato” a fidarsi dell'ente preposto, la seconda è che esiste solo una copia del registro che deve essere protetta da malfunzionamenti, errori, frodi o attacchi informatici.

La soluzione è stata quella di distribuire, alle diverse entità (metaforicamente i nodi) che partecipano alla rete, una copia del registro, in modo che tutti possano verificare l’attendibilità ed impedire che qualcuno possa tentare di manometterlo. Quando si verifica la necessità di scrivere una nuova transazione all’interno del ledger, il richiedente (il nodo), utilizza un algoritmo matematico per il consenso, il quale verificherà, con formule matematiche, la veridicità delle informazioni chiedendo conferma agli altri nodi della rete (che, appunto, detengono una copia identica e integra del registro).

La Blockchain, in quanto appartenente alla famiglia delle DLT, è quindi caratterizzata da un registro composto di blocchi contenenti informazioni. Rendiamo la cosa più facile: pensiamo ad un treno con tanti vagoni nel quale vengo caricate merci di ogni genere (le transazioni), con la con la particolarità che ogni vagone, quando è pieno (ovvero quando il blocco è stato riempito di informazioni), viene sigillato per sempre con tutto il suo contenuto e le prossime transazioni verranno caricate nel blocco vuoto successivo

Blockchain

La tecnologia Blockchain, che è la base da cui è nato Bitcoin, risulta ad oggi il sistema più sicuro per gestire i registri, grazie a questo sistema di blocchi nel quale vengono tracciate e conservate le transazioni attraverso algoritmi di crittografia e di consenso.  

Per fare un ulteriore passo avanti, dobbiamo parlare di disintermediazione. Il sistema di blockchain può ridurre gli intermediari, eliminando il problema di fiducia verso l’ente preposto. Grazie a questa nuova tecnologia, sono nati sistemi di pagamento basati su valute digitali (ad esempio Bitcoin) che permettono di effettuare transazioni senza passare attraverso un ente “di fiducia” e con il vantaggio di non avere obbligatoriamente un conto corrente e delle commissioni da pagare. La transazione del valore viene effettuata in modo diretto perché la “fiducia” necessaria è fornita dalla Blockchain stessa in quanto ritenuta sicura e digitalmente inviolabile (ad oggi). 

Gli scenari di utilizzo che si prospettano per le aziende sono davvero molti, in cima alla lista troviamo i pagamenti, la tracciabilità, la supply chain, la gestione dei dati e i documenti, le identità digitali, il voto elettronico e il trasferimento di proprietà. Per questi motivi in prima linea negli investimenti per lo sviluppo di soluzioni basate su Blockchain troviamo realtà del settore Finance e Banking, Government, Logistic, Utility, Agri-Food e Insurance.

Secondo il World Economic Forum, entro il 2025 il 10% del PIL mondiale transiterà su tecnologie Blockchain, questo significa che le aspettative sono molto alte, anche se oggi ci sono pochi casi reali da cui effettivamente trarre ispirazione. Tutto questo ci porta a seguire da vicino e con crescente interesse questa tecnologia che promette di rivoluzionare prepotentemente il mondo delle transazioni... un po’ come fece internet nel mondo dell’informazione negli anni ‘80! 

 

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