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Qual è la fetta di mercato dell'AI?

Qual è la fetta di mercato dell'AI?

Di cosa si parla esattamente quando si chiama in causa l'Intelligenza artificiale? È davvero uno strumento indispensabile per chi vuole fare business in un mondo sempre più digitalizzato oppure si tratta ancora di una prospettiva ipotetica, per non dire futuribile? Che la tecnologia sia oggi disponibile e pronta all'uso è un dato di fatto, così come sono noti i principali vantaggi che l'AI può offrire alle imprese. Meno evidente è forse il tasso di adozione che ha raggiunto, che è poi la cartina di tornasole per capire quanto sia maturo il mercato sotto questo profilo e soprattutto quanto distacco può crearsi tra noi e la frangia più innovativa della concorrenza.

 

Intelligenza artificiale: un mercato destinato a triplicare da qui al 2022

Ebbene, secondo lo studio di Gartner “Forecast: The Business Value of Artificial Intelligence, Worldwide, 2017-2025”, stiamo parlando di un giro d'affari globale da 1.200 miliardi di dollari. Questo è il valore del mercato mondiale stimato per il 2018, anno in cui le applicazioni e le tecnologie che rientrano nell'ambito dell'Intelligenza artificiale hanno fatto registrare un incremento di fatturato pari al 70% rispetto al 2017. Gartner si spinge oltre e calcola che nel giro di un triennio le imprese arriveranno a generare il triplo del valore, con 3.900 miliardi di dollari generati da soluzioni di AI integrate nei propri modelli di business. Anche spostando la prospettiva al 2022, avremo a che fare con un mercato che crescerà a doppia cifra, pur se con ritmi meno impetuosi (+17%) data la graduale saturazione della domanda. Un'ipotesi confermata da IDC secondo cui, sempre a livello mondiale, la spesa aziendale in piattaforme di Intelligenza artificiale (inclusi quindi anche sistemi cognitivi e di machine learning) raggiungerà i 77,6 miliardi di dollari nel 2022, il triplo di quanto investito nel 2018, 24 miliardi.

Su quali ambiti si affermeranno le applicazioni di Intelligenza artificiale? Al momento il 36% del valore globale del mercato dipende dalle soluzioni a supporto dei processi decisionali, che peserà nel 2022 per il 44% del giro d'affari. Stando alle previsioni di Gartner nei primi tempi saranno trainanti anche la customer experience, vista la necessità delle imprese di potenziare la qualità delle interazioni con i propri clienti e lo sviluppo di modelli di business innovativi per la generazione di nuovi ricavi. Nello studio viene citato infine il tema dell'efficienza dei processi, con l'obiettivo di contenere i costi in fase di produzione e distribuzione di beni e servizi.

 

La Cina sarà la prima potenza dell'AI

Come detto quella di Gartner è una stima a livello globale, mentre naturalmente ciascuna area geografica sarà contraddistinta da performance peculiari. La piazza più dinamica in questo senso sembrerebbe essere quella cinese che, secondo l'undicesimo Tech trend, rapporto annuale stilato dal Future Today Istitute (FTI), ha investito più di ogni altro in soluzioni e in startup che possono essere ricondotte al mercato dell'Intelligenza artificiale. Non si tratta solo di un movimento innescato solo dal settore privato, ma di uno sforzo impresso dalla stessa classe dirigente politica che, con un vero e proprio piano nazionale, punta sull'integrazione delle piattaforme di AI per rendere più efficienti non solo le maglie produttive del Paese, ma anche le stesse città. Tra smart city e impresa 4.0, dunque, la Cina dovrebbe mettere in moto da sola, entro il 2030, un giro d'affari da 150 miliardi di dollari.

 

Uno sguardo all'Europa e all'Italia

E l'Europa? Citando ancora come fonte IDC, ammonteranno a tre miliardi di dollari gli investimenti che le aziende del Vecchio effettueranno in AI entro la fine dell’anno (+43% rispetto al 2017), con un mercato che nel 2022 varrà quasi 11 miliardi di dollari. In Italia, il dato relativo al 2018 parla di investimenti per 17 milioni di euro (+31% sul 2017) che nel corso del 2019 dovrebbero diventare 25 milioni (+44%). Secondo l'indice proposto dal report “Italy of Things”, stilato dall'Istituto per la Competitività, il nostro Paese è però solo quindicesimo in Europa per potenzialità nell’intelligenza artificiale, con un punteggio sopra la media, ma dietro a molti Paesi dell’Unione soprattutto sul fronte delle competenze.  Le tecnologie AI più diffuse nella Penisola? Il machine learning e il deep learning, seguiti dai sistemi di elaborazione del linguaggio naturale e dai chatbot.

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