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Robo Advisor, quali sono le applicazioni concrete dei bot nel finance

Robo Advisor, quali sono le applicazioni concrete dei bot nel finance

Il settore finanziario è da sempre un terreno estremamente fertile per bot e chatbot, il cui impatto sui processi interni ed esterni può essere davvero rivoluzionario. Lo testimonia non solo un frizzante settore fintech, ma soprattutto una vera e propria escalation di interesse da parte di grandi gruppi bancari, istituti finanziari e mondo assicurativo. Se le fattispecie concrete e i casi d’uso sono chiaramente legate alle dinamiche di questo settore, i vantaggi possono essere riassunti in una sola parola: automazione.

Per comprendere meglio un fenomeno che è in continua e forte espansione, si può dunque partire dalle applicazioni concrete dei bot nel finance: l’esempio ‘da manuale’ è Erica, il chatbot che Bank of America introdusse nel 2016 per fornire alla clientela servizi bancari automatici e intelligenti, con il fine ultimo di aumentare la soddisfazione dei clienti riducendo i costi dei servizi di customer service. I vantaggi, dal punto di vista dell’utente, sono palesi e vanno dalla continuità del servizio, che è garantito 24/7, alla possibilità di gestire operazioni - anche piuttosto complesse - con la semplicità di una chat o di un comando vocale. Il bello di questi chatbot è legato proprio all’ampio ventaglio di operazioni gestibili e, soprattutto, alla possibilità di miglioramento continuo del servizio tramite tecniche di Intelligenza Artificiale: Erica non si limita a comunicare il saldo del conto corrente, ma esamina la situazione patrimoniale e le attività recenti, identifica pattern ricorrenti e, a quel punto, dà consigli su come ottimizzare la gestione delle proprie finanze.

In pratica, dal concetto di chatbot come mero esecutore materiale, si è passati a una figura di consulente alle finanze personali che, data la perenne disponibilità e l’assenza di code allo sportello, può senz’altro avere un ruolo nel processo di fidelizzazione dei clienti. Oltretutto, sono proprio questi bot ad aver plasmato il concetto di Robo-Advisor, ovvero quello del consulente finanziario virtuale che, in funzione degli obiettivi di risparmio o di crescita del capitale, suggerisce gli investimenti migliori avendo un occhio sempre vigile nei confronti del mercato e delle sue dinamiche. Inoltre, nonostante il caso di Bank of America sia il più famoso e citato, gli esempi potrebbero essere moltissimi: MasterCard ha un chatbot su Facebook Messenger, così come American Express, ed è molto interessante il concetto espresso da Santander nell’app SmartBank, all’interno della quale è possibile gestire le proprie finanze, fare pagamenti e chiedere informazioni parlando con l’app stessa.

 

Tutti i possibili impieghi di un bot nel finance

Date le caratteristiche peculiari di un chatbot e, soprattutto, la sua capacità di migliorare costantemente grazie agli algoritmi di Intelligenza Artificiale, le sue potenzialità in ambito finance sono estremamente estese. Volendone citare qualcuna, potremmo partire dai servizi bancari al dettaglio, come la richiesta di nuovi strumenti di pagamento (carta di credito, bancomat…) o l’individuazione delle filiali dell’istituto, per poi entrare nel mare magnum dei pagamenti citando trasferimenti di denaro, bonifici, pagamenti di fatture, pagamenti ricorrenti e via dicendo. Tutto, con la semplicità del rapporto uno-a-uno, anche se virtuale.

Ovviamente, i chatbot non si limitano a fornire informazioni: possono inoltrare rendiconti periodici, fare direttamente offerte di servizi personalizzate, ricordare scadenze e impegni, seguire i mercati finanziari fornendo informazioni su tassi di cambio e quotazioni in tempo reale, per poi entrare nel mondo della gestione patrimoniale e dei Robo-Advisor già citati in precedenza.

Infine, ma non meno importante, c’è tutto l’universo delle attività di back office, nelle quali l’introduzione di un bot potrebbe essere una vera manna. Qui l’aspetto interattivo è molto meno importante, tanto più che si parla di bot e non di chatbot, ma l’automazione dei processi maggiormente ripetitivi e di routine può fornire all’azienda un beneficio importante in termini di riduzione dei costi. Anche in questo ambito c’è un esempio da manuale: COIN di JP Morgan. Acronimo di Contract Intelligence, COIN è un bot in grado di effettuare la revisione documentale degli accordi commerciali, un processo che rientra nei servizi legali e che, da un lato, è estremamente lungo e laborioso, dall’altro ha un costo non indifferente per le banche. Ma i risultati di COIN sono stati straordinari: l’anno scorso si disse, infatti, che l’Intelligenza Artificiale alla base del progetto fosse stata in grado di revisionare in una manciata di secondi una quantità di documenti che le persone avrebbero gestito in 360.000 ore. I vantaggi, in termini di costi ma anche di qualità del lavoro svolto, sono evidenti: nonostante il bot non abbia l’esperienza di un essere umano, sui lavori ripetitivi e basati su chiari set di regole, tra i due non ci può essere paragone.  

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