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Quali trend guidano il modern manufacturing?

Quali trend guidano il modern manufacturing?

Il mondo della produzione industriale è in fermento da anni. L’invasione tecnologica alla base dell’espressione ‘Industria 4.0’ non dà segni di rallentamento; anzi, è il concetto stesso di modern o advanced manufacturing a ricordarci la centralità dell’elemento tecnologico in ambito produttivo. Tutto questo non cambia e non cambierà nel breve: la produzione industriale sarà sempre più un mix di tecnologie software, rigorosamente intrise di AI, e di hardware, con l’assoluto dominio della robotica e dell’IIoT (Industrial Internet of Things). Per non parlare della piena e assoluta automazione di processi, che vanno dall’approvvigionamento dei materiali al Customer Care.

 

Dalla robotica all’Edge Computing

Data per assodata la centralità dell’elemento tecnologico nell’industria, le tendenze che renderanno sempre più ‘modern’ i processi industriali sono già ben delineate: in ambito hardware assistiamo (e assisteremo) a una sempre maggiore presenza di robotica negli impianti, che, peraltro, significa moltiplicare anche l’impatto dell’IIoT ed Analytics connessi; ciò che ha maggior peso, però, sono le tecnologie dei processi (quelle che li abilitano, gestiscono e rendono efficienti): vale a dire AI e le neonate reti 5G.

Tra i trend industriali si segnala il leggero calo del 3D Printing (o stampa 3D, che dir si voglia), mentre sta prendendo quota l’Edge Computing, che, nella fattispecie, ‘contrasta’ con il Cloud Computing di cui le industrie più avanzate si nutrono da tempo. Edge Computing, fenomeno sotto la lente d’ingrandimento dei big dell’hi-tech, si avvale di un processo diverso nell’elaborazione dei dati: se nel concetto classico di Cloud Computing questi vengono inviati dai dispositivi che li raccolgono (IIoT) a server remoti tramite rete Internet – cosa che introduce un fisiologico ritardo -, nell’Edge Computing i dispositivi dedicati all’elaborazione sono ‘locali’, cioè fanno parte della stessa rete; sono quindi molto più vicini a dove i dati vengono raccolti. I benefici? Riduzione della latenza, con conseguente incremento di efficienza dell’intero processo, riduzione dei costi e del traffico di rete, fattore quest’ultimo da non trascurare vista l’immensità di dati da trattare.

Per quanto concerne la robotica, invece, il trend è in crescita da anni e continuerà ad esserlo. Ma anche qui ci sono segnali che vanno al di là del semplice numero: grazie all’Intelligenza Artificiale (più in dettaglio, al Machine Learning) e ai progressi meccanici, oggi i robot sono in grado di svolgere operazioni ritenute impossibili fino a un paio d’anni fa; e questo alimenta previsioni quanto mai rosee. Si stima infatti che la “popolazione robotica” del 2020 sarà circa il triplo di quella del 2010, con un incremento medio del 14% anno su anno nell’ultimo quinquennio.

Altro trend di sicuro interesse in ambito robotico sono i Cobots, termine che ha iniziato a circolare nel 2015 ma che solo recentemente ha assunto rilevanza globale: i Cobots (Collaborative Robots), sono robot pensati per essere molto versatili nelle operazioni svolte e capaci di lavorare insieme a operatori in carne ed ossa. Il tratto dei Cobots, che attira così tante buone aspettative, è proprio la versatilità: potendo svolgere svariate funzioni, con o senza assistenza umana, sono l’ideale per le startup e per quelle industrie nelle quali i processi non possono essere completamente automatizzati e/o affidati alla gestione dei robot.

 

AI e 5G, una vera coppia d’assi

Un trend in costante crescita in ambito industriale è l’Intelligenza Artificiale, che oggi si sostanzia sempre più nell’utilizzo di algoritmi di Machine Learning per l’elaborazione dei dati e l’esecuzione di operazioni complesse. Non c’è tecnologia – supponendo di poterla chiamare in questo modo – più promettente nel campo. Anche perché i suoi impieghi sono infiniti: l’adattabilità a qualsiasi contesto produttivo di qualunque dimensione è un “plus” non indifferente e giustifica tutta l’attenzione che l’AI ha ricevuto negli ultimi anni.

Quest’anno, però, c’è qualcosa di nuovo: il 5G. Considerato da molti una tecnologia rivoluzionaria, la comunicazione mobile di quinta generazione avrà un impatto enorme sulla produzione industriale; non per niente gli operatori di connettività rivolgono le loro attenzioni al versante B2B prima ancora che al mondo consumer (dove comunque arriverà nel corso del 2019). Gli elementi fondamentali del 5G sono, prima ancora che una banda n volte superiore rispetto a 4G, la latenza infinitesimale e un maggior livello di adattabilità a tutti gli scenari grazie al network slicing. Quest’ultimo, in particolare, permette ai gestori di creare dinamicamente delle ‘fette’ (slice) di rete ottimizzate in funzione delle applicazioni e dei dispositivi che le useranno: per esempio, un processo industriale potrà usare la sua ‘slice’ riservata e configurata per la minore latenza possibile mentre la navigazione ‘consumer’ su 5G ne userà un’altra, ottimizzata per la banda ma meno per la latenza. A livello industriale, il 5G sarà impiegato soprattutto per via della bassissima latenza che permette interventi “remoti” millimetrici in totale sicurezza. Oltre alla gestione di tonnellate di dati in assoluta stabilità. Le prime operazioni sperimentali sono già iniziate, pertanto non resta che aspettare qualche mese.

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