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Quanto stanno risparmiando le assicurazioni con l’adozione dei Bot?

Quanto stanno risparmiando le assicurazioni con l’adozione dei Bot?

In che misura le compagnie assicurative e le banche che offrono ai propri clienti servizi di previdenza possono risparmiare grazie ai chatbot? Naturalmente la risposta varia caso per caso. A seconda dei modelli di business, degli use case sviluppati e soprattutto del grado di integrazione delle soluzioni basate sull'Intelligenza artificiale con la struttura di vendita e assistenza, le performance sull'abbattimento dei costi operativi possono variare in modo anche molto consistente. Juniper Research ha provato a fare una stima a livello mondiale, sia intersecando i vari settori che hanno già implementato i bot per costruire sistemi di assistenza virtuale, sia focalizzandosi sul solo verticale dell'insurance.

Ebbene, sulla scorta di una crescita delle piattaforme conversazionali pari al 24,1% anno su anno (arrivando nel 2023 a un giro d'affari globale da 3,14 miliardi di dollari), la società di ricerca prevede che nel complesso le aziende del retail, del banking e dell'healthcare riusciranno a risparmiare circa 11 miliardi di dollari. Già nel 2018, l'abbattimento dei costi ammonterebbe a sei miliardi. Rispetto al solo settore assicurativo, che dovrebbe fare la parte del leone, Juniper Research parla di savings aggregati a livello mondiale per otto miliardi di dollari nel 2022, segnalando che, a partire dal 2020, i chatbot gestiranno quasi l'85% delle interazioni con i clienti.

AI, NUI ed efficienza operativa, una scelta non più rimandabile

Quindi la trasformazione non solo è cominciata, ma è in pieno corso e a breve, darà concretamente i suoi frutti su un piano estremamente esteso. In questo senso, cavalcare oggi questa rivoluzione non vuol dire banalmente dotarsi di nuove soluzioni e metterle a disposizione di organizzazione e mercato. Significa elaborare la giusta strategia per integrare una serie di tecnologie e approcci che ormai non possono essere considerati un di più, un asso nella manica per migliorare la brand awareness e guadagnare vantaggio competitivo. E nemmeno meri strumenti per fare efficienza. In ballo c'è la stessa ragion d'essere del business. Al di là del fatto che molti tra i principali competitor utilizzano già, nel concreto e a piene mani, le piattaforme di IA (Intelligenza artificiale) e le NUI (Natural User Interface) per offrire ai propri clienti e ai propri collaboratori un'esperienza d'uso semplificata ed evoluta, la vera sfida è e sarà sempre di più quella con i nuovi player provenienti dal mondo fintech e insurtech. Parliamo di aziende nativamente digitali, prive di infrastrutture legacy e slegate da compromessi tecnici, capaci, attraverso il digitale, di porsi due soli limiti: l'immaginazione e l'apparato normativo di riferimento. È pensando a loro che oggi le compagnie assicurative devono sviluppare la propria strategia digitale.

Risparmiare con i chatbot per investire in attività ad alto valore aggiunto

Una strategia che, per tornare al punto di partenza, passa inevitabilmente anche dalla razionalizzazione dei costi. Risparmiare però, d'ora in poi, non vorrà più dire solo generare maggiori margini. L'abbattimento dei costi e il raggiungimento della massima efficienza operativa devono essere propedeutici a una corrispondente diminuzione dei prezzi per i clienti e a un aumento degli investimenti in soluzioni innovative e nuovi modelli di business. Pena l'estromissione dal mercato. Il chatbot diventa così uno strumento formidabile per aiutare l'organizzazione a raggiungere entrambi gli obiettivi. Da una parte, agevola il rapporto tra clientela e azienda, automatizzando le procedure di assistenza e facilitando la risoluzione di problemi. Dall'altra, permette di liberare dalle attività di routine e a basso valore aggiunto risorse umane che possono essere devolute, per l'appunto, allo sviluppo di processi utili a posizionare l'azienda nei quadranti più innovativi dello scenario competitivo.

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Topics: bot insurance

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