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Realtà aumentata e formazione aziendale: tutto ciò che c'è da sapere

Realtà aumentata e formazione aziendale: tutto ciò che c'è da sapere

È troppo presto per parlare di realtà aumentata applicata alla formazione professionale e aziendale? Se si considerano la maturità e la diffusione della tecnologia e quello che essenzialmente è – o dovrebbe essere –  lo scopo di ogni ufficio HR quando prepara un programma di formazione, la risposta è no. Più che trasferire nozioni o fornire un manuale di istruzioni indifferenziato, formare significa infatti condividere conoscenze, prassi ed esperienze che aiutino le risorse umane a svolgere nuove mansioni (o vecchie mansioni in modo nuovo) e a prendere decisioni corrette in contesti e situazioni specifici. L'interazione, in aula come sul campo, è alla base della personalizzazione di ciascun corso di training: ogni partecipante può infatti contribuire in maniera attiva al processo di condivisione, che deve essere calibrato sulle reali esigenze della forza lavoro attraverso prove pratiche e meccanismi di feedback. La sfida si fa ancora più interessante nel momento in cui la formazione è somministrata a distanza. Lavagne interattive e videowall aiutano, naturalmente, ma non riescono ad abbattere la barriera che si erge tra il dire (o meglio lo spiegare) e il fare.
 

Realtà aumentata e interattività: così si personalizza il training

È qui che le applicazioni di realtà aumentata possono davvero fare la differenza: immagini, parole e istruzioni si fondono con l'azione, guidano l'esplorazione degli ambienti e dei task, correggono e perfezionano i gesti attraverso una user experience gradevole e intuitiva, abilitano processi di gamification che stimolano l'attenzione e permettono di misurare i progressi del discente. Immaginiamo per esempio l'introduzione di una nuova procedura per la manutenzione di un macchinario. Un corso di formazione ordinario prevedrebbe un approccio one-to-many in cui il formatore spiega a una classe (presente in loco o collegata da remoto) quali passaggi vanno seguiti per portare correttamente a termine l'operazione. Una volta appresa la procedura, i discenti si cimentano con la pratica. Grazie a un'applicazione di realtà aumentata, invece, i partecipanti al corso possono ricevere le istruzioni direttamente sul proprio smartphone o tablet ed esplorare il macchinario inquadrandolo e visualizzando sul display, man mano che ricevono dal docente le indicazioni sull'intervento, suggerimenti su come interagire con l'oggetto. Riconoscendo il macchinario, infatti, l'applicazione genera pop-up e notifiche contestualizzate che guidano l'operatore, evidenziando i vari elementi che lo compongono e spiegando passo per passo le azioni da intraprendere. Naturalmente ciascuna sessione può essere interrotta in qualsiasi momento per chiedere consigli o chiarimenti al formatore o, perché no, alla stessa applicazione, che se ben programmata offrirà la facoltà di collegarsi a schede di approfondimento e contenuti complementari. 

Uno strumento prezioso anche per i corsi di formazione sulla sicurezza

La realtà aumentata si rivela utilissima anche per erogare corsi sulla sicurezza. Inscenare sullo schermo situazioni di pericolo significa permettere ai collaboratori di visualizzare come l'ambiente di lavoro potrebbe apparire, per esempio, aggredito da un incendio: l'applicazione può costruire percorsi di fuga e indicare comportamenti e precauzioni da tenere in caso di emergenze. Anche in questo caso la gamification rappresenta uno strumento formidabile per coinvolgere gli utenti e trasmettere in maniera più efficace contenuti ed esperienze.

Fondendo invece la realtà aumentata con la realtà virtuale (utilizzando quindi applicazioni di mixed reality su supporti più adatti di smartphone e tablet, come i visori), la formazione esperienziale può tranquillamente avvenire anche da remoto. Gli ambienti o i macchinari con cui i discenti dovranno avere a che fare nel mondo reale possono essere riprodotti fedelmente attraverso video a 360 gradi in alta definizione ed esplorati a prescindere dalla collocazione fisica dei partecipanti. Popolando gli spazi simulati con i contenuti, gli effetti e gli elementi interattivi della realtà aumentata si ottiene un effetto presenza ancora più coinvolgente di un normale corso tenuto in aula.

Implementare queste tecnologie è molto più semplice di quanto si immagini. Da una parte la progressiva diminuzione delle barriere all'entrata determinata da costi dell'hardware sempre più accessibili, dall'altra la disponibilità di vendor qualificati capaci di sviluppare soluzioni personalizzate a partire da piattaforme standard che sfruttano potenza di calcolo e modelli di erogazione dei servizi basati su Cloud, offrono al mercato un ampio spettro di opportunità. Il principale ostacolo, come spesso accade quando si parla di digital transformation, è la scarsa consapevolezza dell'organizzazione – e nella fattispecie della divisione HR – della necessità del cambiamento. Se approcci alla formazione come quello basato sulla realtà aumentata sono considerati futuristici, è assai probabile che questa consapevolezza ancora non ci sia.

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