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Robo Advisor, quando l’AI incontra la finanza personale (e non solo)

Robo Advisor, quando l’AI incontra la finanza personale (e non solo)

Chi non conosce i Robo Advisor potrebbe immaginarli come cyborg dalle fattezze umane che, anziché collaborare nelle faccende di tutti i giorni, ci danno una mano nella gestione dei risparmi. Ovviamente la realtà è un po’ distante e se anche l’espressione Robo Advisor può dare adito a qualche fraintendimento, in loro non c’è nulla di fantascientifico o misterioso: si tratta, infatti, di sofisticati sistemi software pensati per consigliare e gestire i clienti nel delicato ambito delle scelte finanziarie. È un consulente finanziario, in poche parole. Solo che, anziché essere una persona in carne ed ossa, assume le fattezze di un sito web, di un’app o mille altre sembianze che non ne alterano la natura di consulente esperto in materia finanziaria.

I Robo Advisor sono dedicati ai singoli risparmiatori, alle famiglie ma anche alle imprese e li aiutano a raggiungere i propri obiettivi: da un piano di accumulo al migliore investimento possibile in funzione della propensione al rischio, fino al trading automatizzato vero e proprio. Chiunque può trovare vantaggio dall’impiego di un buon Robo Advisor e, in modo particolare, le istituzioni finanziarie che, in un colpo solo, abbattono i costi delle operazioni di routine – statisticamente sono sempre le più gettonate – e possono impiegare il personale qualificato nella gestione di casi particolari e operazioni estremamente complesse.

Il vero punto di forza è l’AI

Al di là dell’interfaccia e della maggiore o minore semplicità di interazione con il cliente, il vero punto di forza dei Robo Advisor è l’AI. La gestione di portafogli di investimento è un’attività complessa: oltre alcuni principi di base e operazioni tutto sommato facilmente replicabili, un Robo Advisor di alto profilo deve essere in grado di portare risultati in ogni condizione di mercato, dai periodi ribassisti ai mercati ad alta volatilità (pensiamo al mercato delle valute, per esempio). Per questo motivo l’approccio “rule-based”, cioè basato su modelli statistici da aggiornare e rivedere, non può portare a nulla di realmente affidabile nel lungo periodo.

L’implementazione del Machine Learning nella gestione di portafogli d’investimento è, invece, una vera opportunità: un solido background tecnico e la capacità di interpretare i dati da svariate fonti, possono davvero fare la differenza. Oltretutto, ciò permetterebbe ai Robo Advisor di operare con successo anche nel trading ad alta velocità, dove l’automazione - da sempre basata su rigide regole di analisi tecnica - esiste da tempo ma manca quella capacità di adattamento alle condizioni di mercato che è, invece, tipica di un sistema basato sull’AI.

Tra gli altri vantaggi dei Robo Advisor: rapidità di interazione, disponibilità h24, possibilità di avvalersi di tecniche di riconoscimento del linguaggio naturale e di intraprendere conversazioni con i propri clienti. Diventano dei veri e propri Chatbot dedicati alle finanze, in pratica: si potrebbe chiedere loro un’informazione sullo stato patrimoniale, sull’andamento del mercato o anche eseguire un’operazione in funzione di un certo obiettivo. E poi c’è il tema della trasparenza, altro grande vantaggio dei Robo Advisor: l’investitore può conoscere in tempo reale le operazioni che vengono effettuate e le commissioni da pagare, mentre gli enti che eseguono attività di vigilanza possono verificare subito la rispondenza dell’attività dell’Advisor alle regole di mercato.

Su questo fronte non c’è dubbio che gli algoritmi di AI rappresentino il presente e il futuro della gestione finanziaria. Da un semplice affiancamento al professionista esperto, che sfrutta competenza e sensibilità per anticipare le mosse dei mercati, fino a una gestione patrimoniale completa, non c’è limite a ciò che i Robo Advisor possono fare per i propri clienti. Mentre gli istituti finanziari dovrebbero seriamente valutare il loro impiego, poiché i numeri e i risultati parleranno da sé.

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