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Robot e lavoro, come evitare lo stress e goderti le vacanze

Robot e lavoro, come evitare lo stress e goderti le vacanze

Mai come ad agosto il tema del rapporto tra robot e lavoro va così tanto di moda. Da un lato ci sono tutte le persone che non possono staccare del tutto: liberi professionisti, imprenditori o, semplicemente, chi ha un ruolo così importante nei confronti del progetto che segue, da non poter essere sostituito al 100%. Dall’altra parte, ci sono le aziende che, soprattutto in Italia, tendono a svuotarsi durante il mese di agosto ma – in una buona percentuale di casi – non possono permettersi di interrompere completamente l’operatività o l’erogazione di alcuni servizi.

In tutti questi casi che ovviamente sono diversi da una fattispecie concreta all’altra, persone e aziende rivolgono lo sguardo alle tecnologie smart e, soprattutto, alla loro capacità di porre in essere efficienti automatismi. Ed è proprio in questo che si riassume l’essenza del rapporto tra robot e lavoro, ovvero nella capacità della tecnologia di sollevare le persone dai compiti più ripetitivi e di routine: in questo modo, il libero professionista può evitare di rimanere tutto il giorno al telefono nelle uniche due settimane di vacanza che ha e l’azienda può chiudere qualche giorno oppure mantenere l’organico al minimo, nella consapevolezza che alcune attività e funzioni sono comunque gestite in modo automatico.

 

Robot e lavoro: l’automazione della routine

Il problema di non poter staccare è tipico dei liberi professionisti e dei piccoli imprenditori, perché non tutti i loro clienti vanno in vacanza nello stesso momento, perché c’è sempre del lavoro arretrato e, magari, pochi collaboratori su cui poter contare durante il mese di ferie. In realtà, tantissime attività quotidiane sono già fondate sull’automazione, solo che non tutti se ne rendono conto. Si pensi, a tal fine, alla ricezione delle e-mail tramite i servizi più comuni, come Gmail, cosa che presuppone uno smistamento automatico tra posta in arrivo e posta indesiderata: per godersi di più la vacanza, un primo passo potrebbe proprio essere quello di impostare dei filtri, dal classico risponditore automatico all’impostazione di un trattamento specifico (magari piuttosto “restrittivo”) sulla base del mittente o dell’oggetto, di modo tale da essere disturbati solo da e-mail di un certo rilievo, che statisticamente non sono mai troppe. Questo non risolverà di sicuro il problema della telefonata del cliente insoddisfatto, ma è pur sempre un passo avanti. Altro discorso molto interessante sono i comandi vocali, ormai piuttosto comuni da quando gli assistenti virtuali (Alexa, Google Assistant, Siri) fanno parte della vita di ognuno: anche qui, rispondere con un commento vocale o allegare all’e-mail un documento presente in un servizio cloud, non eliminano del tutto la necessità di lavorare mentre si è in ferie, ma rispetto alla situazione precedente – che imponeva quanto meno un laptop a portata di mano – si tratta di un bel passo avanti. 

Nulla vieta, poi, di fare un ulteriore avanzamento e impostare un bot per la propria pagina Facebook, cioè quella dell’azienda o dello studio: in questo modo chi deve prenotare un appuntamento può farlo direttamente con l’assistente virtuale senza dover telefonare. Il libero professionista, a questo punto, non solo non viene disturbato in modo diretto, ma non ha neppure bisogno di tenere aperto lo studio per acquisire appuntamenti per il periodo successivo.

Se, invece, pensiamo a un’azienda, il rapporto tra robot e lavoro si estende: alcuni processi sono già automatizzati a prescindere dal periodo di ferie e la prima cosa che conta è mantenere in attività una serie di funzioni orientate verso l’esterno. Qui è determinante il ruolo dei bot: l’esempio da manuale è il customer care, che deve funzionare a prescindere dal numero di addetti umani disponibili, ma pensiamo anche alle risorse umane che, nel periodo di ferie, ricevono regolarmente curricula e candidature. C’è una notevole differenza tra rientrare a settembre e trovare la mailbox in evidente stato di sovraffollamento, rispetto ad avere un chatbot che non solo ha già gestito la posta in ingresso ma, tra tutte le candidature arrivate, ha già effettuato una prima scrematura, permettendo ai professionisti una ripartenza il più possibile “morbida”.

Con gli esempi si potrebbe andare avanti a lungo: d’altronde l’automazione tramite i chatbot è una delle tendenze più interessanti in ambito aziendale e lo sviluppo dagli algoritmi di AI permetterà loro non solo un livello di efficienza superiore all’attuale, ma anche di occuparsi di attività che, per il momento, sono completamente gestite da persone.

Chatbot Come Funziona

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