<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=150415092460129&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Visione

Offerta

Scenari

Tecnologie di Frontiera

Ruoli

Tilt

Robotic Process Automation (RPA): che cos’è e come funziona

Robotic Process Automation (RPA): che cos’è e come funziona

Per comprendere l’impatto della Robotic Process Automation e il motivo per cui è una delle espressioni più ricorrenti nel mondo IT, bisogna partire da un assunto di tipo generale: buona parte dei processi aziendali, a prescindere dal settore, dalla struttura e dalle dimensioni dell’organizzazione, è basato almeno in parte su schemi ripetitivi e di routine. L’assistenza ai clienti sulle pratiche più comuni è un classico esempio, ma si stima che addirittura – in piena digital transformation – solo il 39% delle aziende abbia implementato sistemi di RPA per i lavori di back officenonostante ci sia quasi ovunque piena consapevolezza dei suoi benefici.  

RPA, ovvero Robotic Process Automation, nasce proprio con questo obiettivo: trasferire la gestione di alcuni processi e attività dagli esseri umani a una robotic workforce, che non sono i robot in senso cinematografico bensì bot che automatizzano i processi accelerandoli, gestendoli senza fatica, per 24 ore al giorno, con estrema scalabilità e senza rischio di erroreI vantaggi per l’azienda sono estremi e rientrano nella macro-categoria della maggiore produttività ed efficienza, cui sommare una netta riduzione nelle righe dei costiUn po’ come i chatbot – che non a caso rientrano nella medesima famiglia – le soluzioni di Robotic Process Automation possono essere impiegate in qualsiasi settore e funzione aziendale, proprio perché ogni attività comprende almeno qualche task facilmente automatizzabilecontact center, IT help desk, marketing, supply chain management, sales è quasi impossibile non trovare almeno un piccolo ambito nel quale le applicazioni di RPA potrebbero fare la differenza.  

Di Robotic Process Automation ne esistono di due tipi: presidiata e non presidiataNel primo caso, RPA lavora a fianco dell’operatore umano, la cui presenza resta fondamentale, e automatizza parte delle operazioni sulla base degli input dell’utente stesso: per sveltire una pratica, accelerare un processo, fornire informazioni utili ai fini decisionali e via dicendo. Il concetto cardine della RPA attended (presidiata) è l’input da parte dell’operatore. Poi c’è anche quella non presidiata, o unattendedin cui i robot automatizzano completamente i processi che sono chiamati a gestire senza bisogno di alcun intervento umano. Com’è intuibile, in questo caso si tratta di processi di assoluta routine che non comportano alcuna necessità di intervento decisionale da parte dell’operatore in carne ed ossa.  

 

Robotic Process Automation: come funziona e dov’è la novità? 

Ora, una domanda sorge spontanea: sull’automazione dei processi aziendali si lavora da decenni e, per com’è definita, questa Robotic Process Automation non sembra così innovativa o rivoluzionaria. Alla base vi è infatti l’automazione di processi ripetitivi, algoritmi che seguono percorsi e forniscono informazioni o eseguono azioni basate su un set di regole.  

In realtà, RPA è rivoluzionaria perché, se anche il fine resta l’automazione del processo, l’agilità con cui questo si ottiene e le possibilità offerte non sono le stesse dei sistemi rule-based del passato: innanzitutto RPA può gestire anche dati non strutturati, e questo di per sé rappresenta un passo avanti importante, ma in più può essere integrata nei sistemi e nei processi aziendali in modo semplice e rapido, senza passare da API o da linguaggi di scripting particolari 

Tutto sta a capire come funziona RPA e come implementarla: un processo efficace parte con lo studio dei processi aziendali delle modalità con cui vengono posti in essere, cosa che potrebbe comportare l’impiego di strumenti di desktop analytics al fine di rilevarbest practiceinefficienze e identificare i candidati ideali per RPA. Dopo di che si passa all’integrazione (backendcon i database e i servizi web enterprise o all’impiego di desktop connections, che volendo generalizzare consistono nell’ “osservare” l’operatore mentre svolge certi task per poi replicarli automaticamente in sua assenza. In realtà ciò non è sufficiente poiché – di fatto - si limiterebbe a descrivere un’attività di process recording (registrazione e replica delle singole attività svolte) che ha svariati limiti legati alla rigidità e all’incapacità di adattamento alle circostanze concrete.  

Per questo occorre citare un’altra innovazione legata a RPA, ovvero l’Intelligenza ArtificialeIn particolare, si parla di cognitive automation, sia con riferimento al ‘classico’ machine learningovvero alla capacità degli algoritmi di auto apprendere e migliorare nel tempo, sia a più specifiche tecniche cognitive quali NLP (Natural Language Processing), Text Recognition, Text Analytics ecc 

I benefici di AI applicati all’automazione robotica rientrano in tre categorie: miglioramento costante nell’efficienza di gestione dei processi (tipico fattore legato a Machine Learning), capacità di gestione avanzata dei dati e analisi predittiva, di modo tale da fornire a chi di dovere un quadro esaustivo e data-driven su cui basare le proprie decisioni, dalla chiusura di una pratica alla concessione di un credito.  

Robotic Process Automation è quindi un’evoluzione delle tecniche di automazione tradizionale, un’evoluzione che fa largo uso e affidamento sulle più recenti tecnologie di data science e che, come tale, non potrà che fare parecchia strada. 

New Call-to-action

Iscriviti al Blog