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Sicurezza e user experience senza compromessi, la vera forza del Modern workplace

Sicurezza e user experience senza compromessi, la vera forza del Modern workplace

Che cosa fa di un Modern workplace un sistema integrato di soluzioni e non un mero assembramento di hardware e software? La sua capacità di offrire a chi lo adopera, in qualsiasi condizione e da qualsiasi luogo, una user experience appagante e lineare, abbattendo del tutto il rischio di generare situazioni potenzialmente lesive della sicurezza aziendale. Per un CIO questo significa scegliere una serie di strumenti (a cavallo di data protection, autenticazione, collaboration, connettività e produttività) all'avanguardia ed elaborare un'architettura che permetta agli utenti di accedere a qualsiasi applicazione senza la minima frizione. Nel momento in cui l'utente troverà un ostacolo, infatti, è assai più probabile che tenti di aggirarlo autonomamente anziché contattare il dipartimento IT per trovare insieme una soluzione al problema. E questo è un altro aspetto fondamentale che va preso in considerazione: il Modern workplace deve anche essere sostenuto da un approccio completamente nuovo, proattivo, dei consulenti informatici nei confronti degli utenti e del loro lavoro.

 

Accesso lineare e unificato a tutti gli strumenti

Ma andiamo per gradi: cosa si intende per user experience lineare? Tanto per cominciare, un modo univoco e omogeneo di rapportarsi agli strumenti di lavoro. L'ideale sarebbe realizzare una sola interfaccia per gestire da tutti i device (PC, smartphone e tablet) l'accesso e l'utilizzo delle applicazioni. Ogni applicativo, inoltre, dovrebbe essere costruito in modo da non richiedere un manuale d'uso né tanto meno un corso di formazione e dovrebbe permettere agli utenti di passare da una soluzione all'altra senza effettuare un nuovo log-in. Anche quando si tratta di applicazioni mission-critical. Questo vuol dire creare un substrato di sicurezza che permei l'intera infrastruttura, capace di attribuire a ciascun utente, in base alle sue credenziali, privilegi e restrizioni sull'uso degli strumenti e sull'accesso ai dati. Per l'utente tutto questo deve essere per l'appunto invisibile, e al tempo stesso ciascun passaggio deve risultare sufficientemente chiaro per fargli comprendere che se un tool o un dataset non è disponibile, ciò non è dovuto a un malfunzionamento del sistema.

 

Il Modern workplace nell'era della collaboration: perché bisogna ascoltare gli utenti

Tutto questo naturalmente vale ancora di più nel momento in cui il workplace viene esteso al di là dei confini aziendali. Pensiamo alla forza commerciale o ai collaboratori –interni ed esterni all'organizzazione, magari ingaggiati per progetti ad hoc– che lavorano fuori ufficio o addirittura presso le sedi di partner e clienti. La nuova sfida è garantire totale accessibilità agli strumenti e alle informazioni senza costituire barriere che spingano gli utenti ad aggirarle. Il trasferimento di un file, la condivisione di un documento, la firma digitale di un contratto: sono tutte operazioni che devono poter essere svolte senza la minima difficoltà, pena il rallentamento del lavoro, la perdita di un cliente o, nel peggiore dei casi, un data breach. Occorrono quindi sistemi intelligenti, in grado di comprendere la situazione d'uso in cui sono adoperati, di valutare l'affidabilità di una connessione e nel caso di posticipare l'invio e la ricezione dei dati, senza per questo interrompere o impedire i processi.

Un risultato del genere non è affatto semplice da raggiungere, è evidente. Da che parte dunque bisogna cominciare? Naturalmente dall'ascolto! Se si intende creare un Modern workplace a misura di utente, è necessario per prima cosa comprendere a fondo di cosa  loro hanno bisogno, quali sono le loro esigenze, cosa si aspettano dai propri strumenti nel momento in cui li utilizzano. Appare chiaro che in fondo, visto che le soluzioni per mettere in pratica questo modello esistono, il vero salto consiste nell'accettare la vera prerogativa della digital transformation: se fino a poco tempo fa era l'essere umano a doversi adattare alla tecnologia, oggi è esattamente il contrario.

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