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Smart Manufacturing: come si realizza (davvero) un ecosistema integrato

Smart Manufacturing: come si realizza (davvero) un ecosistema integrato

Nel 2020, uno dei grandi trend continuerà ad essere lo smart manufacturing, spinto dalla costante evoluzione tecnologica ma, soprattutto, da un ulteriore incremento di adozione a livello globale. Non è un caso che, secondo Mordor Intelligence, un mercato che nel 2019 valeva 252 miliardi di dollari possa raggiungere i 427 miliardi nel 2025, con un tasso di crescita CAGR del 9,22% nell’intervallo considerato.

Come in ogni iniziativa di digital transformation, il concetto di smart manufacturing non si riassume nel puro e semplice aggiornamento tecnologico dei macchinari presenti negli shopfloor ma consiste nell’adottare un nuovo paradigma che si estende lungo tutto il product lifecycle ed è profondamente incentrato sui dati. Sono i dati che rendono smart il manufacturing, è l’approccio data-driven che rende l’industria efficiente, produttiva e anche meno costosa. Esempi ce ne sarebbero a dozzine, ma quello che si riporta solitamente è la manutenzione predittiva: i macchinari generano enormi quantità di (big) dati che i sistemi analitici, in cloud o all’edge della rete, trasformano in valore tangibile segnalando agli operatori, tramite i terminali radio o anche gli onnipresenti smartphone, anomalie che suggeriscono di intraprendere un intervento di manutenzione. 

 

Smart Manufacturing: sfide e il ruolo centrale dell’integrazione

Se dovessimo identificare la principale sfida di un’azienda alle prese con la trasformazione digitale degli impianti produttivi useremmo volentieri il termine ‘integrazione’. Non bisogna infatti dimenticare che il manufacturing vive un dualismo tecnologico molto forte tra quelli che sono sistemi fisici a tutti gli effetti (OT: Operational Technologies) e quelli tradizionalmente appartenenti al mondo IT, quindi incentrati sui dati: quando si parla di IIoT (Industrial Internet of Things), di gateway industriali, di gestionali come l’ERP o del Manufacturing Execution System si fa riferimento a un intero ecosistema che, per sua stessa natura, genera ogni istante immensi volumi di dati provenienti da un’infinità di sistemi diversi. Questi dati, per essere trasformati in valore tangibile e concreto, non possono rimanere confinati ai propri silos, ma vanno integrati, riuniti, arricchiti e accentrati il più possibile. Solo in questo modo, infatti, i dati di diversi sistemi d’origine possono essere interpretati e aggregati tramite interfacce intuitive, a tutto beneficio di efficienza e produttività. Si va infatti dal miglioramento del monitoraggio dei processi produttivi all’aumento della flessibilità, ma senza dimenticare la perfetta connettività tra plant diversi.

 

Arrivare allo smart manufacturing attraverso passi concreti

Quindi, come fare? Poste le naturali e inevitabili differenze tra un contesto e l’altro, il concetto resta lo stesso: per raggiungere i benefici dello smart manufacturing non basta aggiungere tecnologia, aggiornare i macchinari né generare volumi di dati da svariati sistemi; bisogna dotarsi di strumenti, di piattaforme che possano adottare un approccio “olistico” e fungano da centri di raccolta, aggregazione e arricchimento dal dato, a tutto beneficio degli operatori, del business e anche di altre applicazioni.

A questo punto si può concretamente ragionare di metodi moderni di analisi dei dati, di Intelligenza Artificiale, o meglio di Machine Learning: un sistema che aggrega volumi di dati da svariate fonti è un eccellente punto di partenza per indirizzare l’analisi dei dati verso le esigenze di efficienza sia dalla linea di produzione che dell’intera azienda. In questo modo, diventa reale la manutenzione predittiva di cui sopra, possono essere introdotte metodologie innovative di simulazione dei processi, ma in generale aumenta a dismisura la visibilità di questi processi, delle pianificazioni, dei carichi già previsti, dell’efficienza della logistica interna, dello stato del magazzino ecc. In pratica, in questo modo l’aspetto “virtuale” dello smart manufacturing acquisisce un valore concreto e tangibile, e sta poi alle aziende sfruttarne appieno il potenziale per massimizzare la propria competitività.

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