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Smart Manufacturing: cosa vuole dire veramente?

Smart Manufacturing: cosa vuole dire veramente?

Che la nostra sia l’era smart non lo scopriamo oggi: tra il telefono, che dieci anni fa è diventato smartphone, la smart TV e lo smart speaker come Alexa, viviamo quotidianamente un mondo immerso in connettività, dati, software ed efficienza. Curiosamente, se ci spostiamo in un ambito solo apparentemente lontano anni luce, come quello industriale, troviamo una situazione analoga: schemi, procedure e attività rodate nei decenni sono state ‘travolte’ da una rivoluzione fatta di big data, sensori, intelligenza artificiale, robotica e molto altro. Così anche l’industria, alla perenne ricerca dell’ottimizzazione delle sue procedure, ha ceduto al trend del momento ed è diventata smart. O 4.0, come a qualcuno piace chiamarla.

Dell’espressione Smart Manufacturing esistono decine di definizioni, ma il concetto è ampio e per nulla complesso: se consideriamo la manifattura come l’iter di produzione industriale, aggiungervi il prefisso smart significa (in prima battuta) scegliere un sottoinsieme che fa perno sulle tecnologie più avanzate per massimizzare la sua efficienza. Poi è chiaro che le tecnologie sono diverse e ogni industria, stabilimento e linea di produzione ha le sue peculiarità, ma ciò non toglie che elementi cardine come i sensori applicati alle macchine (si parla di IIOT, Industrial Internet of Things), i big data, il cloud e la connessione tra processi e servizi siano le fondamenta del concetto stesso di Smart Manufacturing.

Smart Manufacturing come tripudio di dati

L’acquisizione e l’analisi dei dati è l’elemento cardine dello smart manufacturing: poco importa (ai nostri fini) che derivino da uno specifico macchinario di produzione (tramite l’IIOT), da una divisone aziendale o dalla supply chain, l’ottimizzazione dei processi industriali è sempre conseguenza dell’elaborazione di grandi volumi di dati. Gli esempi e le applicazioni sono infiniti: giusto per citarne alcuni, con le giuste informazioni e una corretta analisi si può fare manutenzione predittiva dei macchinari, ovvero li si può gestire senza attendere il guasto o il giorno della manutenzione programmata; si può variare il ritmo di produzione in funzione della domanda, del periodo dell’anno o delle forniture, oppure ancora ottimizzare un processo in funzione dei feedback di chi sta usando il prodotto finale (che magari è smart proprio come chi l’ha prodotto). Smart Manufacturing, dunque, è un concetto pervasivo: è alla base dell’ottimizzazione dei processi produttivi ma riguarda tutta l’azienda, la supply chain, il mercato e, addirittura, il consumatore finale che non è mai stato così vicino a chi realizza il prodotto.

Robotica, sensori e infinite connessioni

La tecnologia è sempre alla base dello smart manufacturing: oltre a sensori, dati e big data analytics, senza i quali le informazioni non potrebbero giovare ai processi aziendali, oggi si parla molto di robotica e intelligenza artificiale. Sul primo c’è poco da dire: i robot sono presenti nelle fabbriche da tempo e non è l’aumento di efficienza a renderli smart (quello è semplicemente il progresso), ma il fatto che questo aumento di efficienza derivi, per la prima volta, dalla possibilità di operare sulla base di sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale. Come dire: il vero elemento smart non è andare più veloci o essere più precisi ma migliorare di giorno in giorno e reagire autonomamente a un’infinità di stimoli (leggasi, dati) provenienti dall’esterno che, tra l’altro, permettono anche forme vincenti di interazione tra uomo e macchina.

Infine, smart manufacturing è connessione. Tra le macchine, i processi, gli operatori, le divisioni aziendali, la supply chain ed eventualmente anche il consumatore finale. Tutto qui dentro è collegato e forma un ecosistema intelligente in cui non può mancare il cloud, che dà potenza e alimenta le operazioni. E poi, parlando di tecnologie abilitanti, ci sono le connessioni che legano sensori, macchine e operatori: grazie alla latenza infinitesimale, il neonato standard wireless 5G sarà un vero e proprio toccasana per tutti quei processi che hanno bisogno di comunicazioni velocissime, immediate (un esempio: i digital twin) e, soprattutto, sicure al 100%.

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