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Smart Manufacturing. Perché i CIO scelgono l’AI?

Smart Manufacturing. Perché i CIO scelgono l’AI?

Il ruolo del Chief Information Officer (CIO) è soggetto a profondi cambiamenti. Soprattutto nel manufacturing, dove l’introduzione di nuovi processi e tecnologie ha un impatto enorme sulla capacità dell’azienda di creare valore e quindi sulla sua crescita. Al ‘nuovo’ CIO si chiede oggi un coinvolgimento sempre maggiore nelle decisioni strategiche che riguardano il futuro dell’azienda: la digital strategy, di cui è protagonista, non deve condurre semplicemente alla riduzione dei costi ma alla crescita dell’intero business aziendale. In tal senso si capisce perché la valutazione dei CIO si basi ormai su parametri di business, cioè sulla capacità di generare risultati concreti non solo sulla linea produttiva ma anche e soprattutto sul mercato.

In questo contesto e in un periodo di trasformazione così importante, le sfide che un CIO è chiamato ad affrontare sono molto impegnative poiché vanno dall'ottimizzazione dei sistemi esistenti e delle procedure in essere fino all’integrazione di nuove tecnologie capaci di avere un impatto sulla produttività e anche sul cliente finale. Poi, volendo approfondire il capitolo ‘sfide del CIO’ potremmo parlare di uniformazione delle procedure di controllo qualità e di compliance tra tutti i centri di produzione, ottimizzazione dei sistemi ERP, miglioramento della reportistica e via dicendo, ma il punto centrale – strategico – resta la sua capacità di ottimizzare l’esistente e di introdurre tecnologie che abbiano un impatto centrale sulla crescita dell’azienda.

 

La soluzione dei CIO si chiama AI

Oggi le aziende hanno compreso perfettamente il valore dei dati e li impiegano non solo per migliorare le performance operative ma anche per prendere decisioni rilevanti a livello strategico e scovare nuove opportunità di business. Big Data, Analytics e Insights sono termini ed espressioni che si rincorrono con una certa frequenza e rappresentano l’anima della trasformazione digitale. Senza di loro mancherebbero proprio le informazioni su cui costruire un sistema industriale più efficiente, produttivo e capace di generare valore.

In tutto ciò, il vero elemento disruptive resta l’Intelligenza artificiale, o meglio, tutte le tecnologie che rientrano all’interno di questa espressione. Oggi, il suo impatto all’interno di una smart factory è importante: per esempio, è l’Intelligenza artificiale che, interpretando i dati provenienti dai sensori (IoT), permette la manutenzione predittiva dei macchinari, con tanto di significativa riduzione di costi per tutta l’azienda. È poi sempre l’Intelligenza artificiale ad ‘alimentare’ i robot che, nelle fabbriche, gestiscono lavori ripetitivi o impossibili da svolgere per gli esseri umani, ed è ancora l’Intelligenza artificiale che, tramite tecnologie di computer vision, rileva microscopici difetti nei prodotti evitando che vengano messi in commercio.

Use case a parte, il discorso qui può essere decisamente più ampio: l’impiego di modelli di machine learning e la loro innata capacità di auto-apprendimento permetterà ai CIO nuove e innovative forme di implementazione all’interno del business aziendale. L’AI può infatti migliorare il coordinamento tra le divisioni, gestire la supply chain in modo ‘predittivo’, ottimizzare il controllo qualità e la compliance e accelerare tutti i processi, con particolare attenzione alla customer experience: in un mondo in cui le esigenze, i gusti e le necessità dei clienti cambiano con velocità vorticosa, l’azienda deve rispondere con cicli produttivi più snelli, agili, con capacità di assecondare le esigenze della clientela e di avvicinarsi ad essa sempre di più. In tal senso, AI potrebbe permettere la realizzazione (veloce) di prodotti “custom” su specifiche dei clienti, prevedere aumenti o riduzioni della domanda sulla base di specifici fattori e stimare gli impatti di eventi esterni sul suo sistema produttivo, aiutando l’azienda ad arrivare sul mercato col prodotto giusto, nei tempi giusti e senza intoppi.

L’impiego dell’AI in ambito produttivo è per molte aziende una delle sfide più importanti del proprio presente e anche del proprio futuro, poiché da essa dipenderà la capacità di ottimizzare la propria efficienza interna ed esterna: nelle linee produttive, nel rapporto coi fornitori fino ai clienti finali. Al CIO la responsabilità  di rendere questo progetto realtà.

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