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Tecnologie di frontiera per aprirsi a nuovi mercati

Tecnologie di frontiera per aprirsi a nuovi mercati

La rivoluzione digitale ha modificato, e sta modificando, la relazione tradizionale tra producer e consumer. Il suo impatto ha inciso, tra le altre cose, nel ridisegnare la geografia dei mercati. Non solo globalizzando quelli domestici, ma ridefinendo le quote esistenti nei mercati interni, compresi quelli maturi (agroalimentare, tessile, legno-arredo, ecc). Sempre di più, le aziende che vogliono continuare a competere in questo nuovo scenario devono riuscire a differenziare la propria offerta. A meno che non detengano un primato di minor costo che distingua nettamente i loro prodotti o servizi da quelli dei competitor, la differenziazione è l’unica strada percorribile per segmentare efficacemente i propri mercati di riferimento. 


Cognitive Marketing e Intelligenza Artificiale
 

Uno degli aspetti sui quali i marketer saranno chiamati a misurarsi è l’evoluzione delle strategie di marketing generate dalla “contaminazione” con le ultime tecnologie. Si pensi, per esempio, al Cognitive Marketing, un binomio nel quale l’acquisizione e l’engagement del cliente si avvale di una pluralità di discipline: psicologia, linguistica, filosofia della mente e del linguaggio, neuroscienze e antropologia. L’ingresso delle tecnologie di frontiera, in particolare con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA), ha impresso al Cognitive Marketing un significato totalmente nuovo. Tanto che oggi, con questa espressione, si fa riferimento quasi esclusivamente all’insieme di tecnologie di IA quali Cognitive Computing o Cognitive System, abbinate al marketing. 

Il nuovo capitale del marketer 

L’importanza che ricopre il Cognitive Marketing si intuisce a partire dall’esigenza di differenziare e segmentare i mercati a cui ci si rivolge. Infatti, le tecnologie che rendono replicabili alcuni meccanismi del cervello umano possono attingere a un'enorme quantità di dati e a strumenti di Analytics i quali, nel cloud, hanno trovato una dimensione adeguata, soprattutto in termini di memoria, per essere stoccati e governati con una velocità e una precisione impressionanti. Questo patrimonio informativo rappresenta per i marketer un capitale di conoscenza che può essere utilizzato per qualsiasi decisione che investa clienti, lead o prospect. Con il vantaggio di essere basato su dati certi, ottenuti più celermente rispetto alla concorrenza. 

Alcune applicazioni del Cognitive Marketing 

Le tecnologie di Cognitive Marketing costituiscono un volano proprio su questa fase nella quale il marketer misura la sua responsabilità, quella della decisione. Esistono già alcune applicazioni che possono aiutarlo in merito. Strumenti come i Predictive Customer Analytics che, integrati con algoritmi di Machine Learning, permettono di simulare gli orientamenti probabili degli utenti grazie alla raccolta di dati da svariate fonti, alla loro organizzazione logica, ai suggerimenti automatici di previsione del comportamento. O ancora, strumenti come gli assistenti virtuali, quali chatbot e Interactive Voice Response (IVR), la cui fisionomia evoluta sarà sempre più caratterizzata dalla capacità di saper interpretare empaticamente le esigenze del cliente. Fino ad arrivare alla Demand Response, cioè a uno sviluppo della Demand Generation, in cui saranno le aziende stesse che, grazie alle tecnologie di IA integrate con le scienze cognitive, potranno anticipare i bisogni stessi delle persone. Che non si tratti di un futuro tanto lontano, lo dimostra il fatto che, nel campo energetico, il Domand Response già oggi è una realtà, mentre domani potrebbe diventare un sistema non per intercettare mercati, ma per crearne di nuovi. 

 

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