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Total Wellness Index: come l'HR può misurarlo

Total Wellness Index: come l'HR può misurarlo

Parametri come il Total Wellness Index sono veri e propri pilastri della produttività aziendale. Dallo stato di benessere dei collaboratori dell’azienda dipendono infatti il livello di produttività individuale, il tasso di assenteismo, i costi per l’azienda e, più in generale, il grado di employee engagementA proposito di quest’ultimo, tra l’altro, sono decine gli studi che mettono in relazione il livello di coinvolgimento individuale con la produttività, con la volontà di condividere all’esterno i valori dell’azienda (che potrebbe trasformare un dipendente in un ambassador) e con la disponibilità a fare quel passo extra che, in molti casi, fa tutta la differenza del mondo.  

Per chi si occupa di risorse umane, il concetto di employee wellness’ è estremamente ampio: si va dal coinvolgimento emotivo nelle attività dell’azienda all’allineamento con la sua cultura, ma anche (e soprattutto) alla salute fisica. Non è un caso, infatti, che oltre alla conformità normativa, molte aziende offrano programmi di wellness ai propri dipendentimonitorare un parametro del genere è fondamentale per avere un quadro complessivo sulla salute dell’azienda e delle sue risorse più preziose (quelle umane), ma anche per valutare l’impatto e l’efficacia delle attività di trasformazione digitale 

Total Wellness Index e la Digital Transformation

Si pensi, ad esempio, al cambiamento portato da Industria 4.0: sensori, piattaforme di elaborazione, robotica e macchinari intelligenti aumentano di per sé la produttività e riducono i costi della fabbrica, ma in che modo agiscono sulle persone che lavorano negli shopfloor? È dunque corretto, in sede di valutazione degli indici di ritorno dell’investimento (ROI), non solo considerare KPI oggettivi tipo l’incremento di produttività o la riduzione delle unità difettose, ma anche quelli relativi al miglioramento del wellness: ci si riferisce, ovviamente, alle persone che operano sul campo e il cui livello di produttività può aumentare o diminuire proprio in funzione dellnuove tecnologieTradotto in parole più semplici: la trasformazione digitale porta a un aumento diretto di produttività, ma potrebbe rendere anche più produttive le persone per via degli effetti sul loro benessere. Quindi il Total Wellness Index è un parametro molto importante per valutare l’efficacia della trasformazione digitale a 360 gradi 

Total Wellness Index: come si misura 

Oggi, nessuno mette in discussione la centralità dell’employee wellness in ambito aziendale: il problema, semmai, è come misurarlo, visto che si tratta di sintetizzare un mix di fattori oggettivi (come, appunto, il tasso di assenteismo), ad altri più soggettivi e quindi di difficile quantificazione, come per esempio il decadimento progressivo del buon umore con l’avanzamento del turno lavorativo in fabbrica. In era pre 4.0, le aziende si limitavano a sottoporre ai propri dipendenti questionari periodici, oltre a condurre regolarmente meeting, colloqui con il management e con i responsabili delle risorse umane. Pur permettendo alle aziende di intercettare tendenze macroscopiche, questo non permetteva certamente un elevato livello di dettaglio e di attendibilità, oltre ad essere di per sé un processo piuttosto costoso.  

Il passaggio al wellness “data-driven” 

Più recentemente, l’introduzione dei modelli 4.0 e lo sviluppo di strumenti di supporto decisionale incentrati sui dati ha permesso alle organizzazioni di cambiare radicalmente il proprio approccio alla misurazione del wellness, che resta un parametro importante ma che può essere valutato mantenendo al minimo l’incertezza soggettiva. Il concetto di base è che, pur con tutte le differenze individuali, lo stato di benessere è in qualche modo legato a una serie di parametri cui corrispondono dati. Facciamo un esempio: tra quelli oggettivi possiamo tranquillamente inserire il tasso di assenteismo, la quantità di straordinario e i percorsi di formazione eseguiti e/o programmati, i ritardi, le uscite anticipate e i tempi di lavorazione rispetto ai tempi attesi, potendo poi incrociare questi dati con altri fattori che incidono su aspetti soggettivi come il buon umore, la soddisfazione, il senso di appagamento e l’engagement personale. Esempi: per chi lavora in ufficio, la quantità di mail inviate, ricevute, lette e gestite, attività lavorativa effettuata fuori orario, percorsi di wellness disponibili per i dipendenti, partecipazione agli stessi, disponibilità e utilizzo di tool di collaborazione aziendale, quantità di impegni settimanali, viaggi, trasferte ecc. I dati sono dunque un patrimonio inestimabile non solo ai fini di elaborare strategie di business, ridurre gli sprechi e massimizzare la produttività, ma anche per valutare il benessere individuale, quantificare l’efficacia di azioni di trasformazione digitale e, non per ultimo, creare un ambiente lavorativo – poco importa che sia il classico ufficio, il punto vendita, il magazzino o lo shopfloor industriale – appagante e sereno.  

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